i giovani rom e sinti si incontrano per dialogare per la loro ‘integrazione’

il messaggio di Mattarella ai giovani rom

Mattarella«Desidero rivolgere un caloroso saluto ai ragazzi che partecipano da oggi all’iniziativa dell’Associazione 21 luglio, “Primavera Romanì“, dedicata all’integrazione delle comunità rom e sinti in Italia. La presenza attiva di giovani appartenenti a queste due minoranze rappresenta un elemento fondamentale nel cammino paziente verso forme sempre più efficaci di integrazione e inclusione».

Con queste parole, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto rivolgere il suo personale messaggio di auguri di buon lavoro ai giovani rom e sinti, provenienti da diverse città italiane, che da questo pomeriggio sono impegnati, insieme a coetanei non rom, nella Convention Primavera Romanì promossa dall’Associazione 21 luglio.

«La consapevolezza piena dei propri diritti, unitamente alla conoscenza dei propri doveri nei confronti della società e dello Stato, è un passo indispensabile per far cadere diffidenze e pregiudizi reciproci e assicurare un futuro di dialogo e di convivenza – prosegue il messaggio di Mattarella – Sicuro che questi due giorni di dialogo e di confronto susciteranno proposte, spunti e idee per garantire una sempre maggiore integrazione, invio i miei auguri di pieno successo dell’iniziativa».

Lunedì 21 settembre, al termine dei lavori della Convention, i giovani partecipanti presenteranno un documento comune in una conferenza stampa che si terrà in Senato alle ore 12. Interverranno alla conferenza la senatrice della Commissione Diritti Umani del Senato Manuela Serra, il deputato Khalid Chaouki e la senatrice rom spagnola Silvia Heredia Martin.

Non è la prima volta che il Capo dello Stato interviene riguardo a una iniziativa dell’Associazione 21 luglio. Lo scorso 8 aprile, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom, Segio Mattarella aveva rivolto «un particolare ringraziamento all’Associazione 21 luglio e a quanti si dedicano quotidianamente a combattere le ingiustizie e le disuguaglianze di cui ancora oggi le comunità rom sono vittime».

al presidente della repubblica

Scriviamo al Presidente della Repubblica ed a tutti i parlamentari: non vogliamo essere governati da un condannato con sentenza della Corte di Cassazione per “frode fiscale”.

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Presidente della Repubblica

Secondo la Costituzione Italiana, siamo noi, il popolo sovrano a decidere chi ci deve rappresentare e governare mediante il voto ma nel rispetto della stessa e delle leggi. Ci hanno preso in giro con la legge elettorale il cosiddetto “Porcellum”, dove pochi capipartito hanno deciso e decidono chi e dove candidare coloro che poi eletti decideranno per tutti. Hanno detto a parole di volerla cambiare nel senso di ridarci l’opportunità di scegliere i candidati: tante parole, zero fatti. Noi abbiamo proposto la nostra legge elettorale, che gli toglie potere e lo da al popolo: Ecco la legge elettorale che dovete approvare.

E’ un dovere ed un diritto conoscere chi ci rappresenta e quello che decide per noi: Vogliamo i nomi dei parlamentari che sostengono il condannato per “frode fiscale”.

La situazione peggiora di giorno in giorno. Abbiamo un condannato per frode fiscale in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione leader del PDL partito di maggioranza che governa tutti noi. E’ un paradosso italiano che non mi piace e non condivido.

Ci chiediamo: Perchè calpestare la Costituzione Italiana per salvare un condannato per “frode fiscale”? Ecco che cosa hanno scritto i magistrati della Corte di Cassazione: Silvio Berlusconi fu ”ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo”. Leggete: Silvio Berlusconi: le motivazioni della sentenza di condanna inerente i diritti Mediaset. E’ gravissimo.

Noi siamo liberi, non tirateci per la giacchetta! Abbiate rispetto. riteniamo che Il consenso popolare non certifica l’impunibilità e l’immunità. Siamo coscienti che seguire la corrente è più facile ma noi sappiamo che Ci vuole coraggio, ma è vitale schierarsi a tutela della Giustizia e della Legalità. Molti si riempiono la bocca con le parole “legalità” e “giustizia” La Legalità non va solo enunciata ma messa in atto e coniugata con la giustizia. Il vero dramma è che La chiarezza, la moralità, l’onestà e la giustizia non garantiscono i voti per governare.

La legalità, la giustizia ed i valori umani come la morale e l’etica devono essere la base sulla quale costruire la politica: Sono morte l’educazione, il rispetto, l’etica e la morale.

E’ un obbligo ritrovare l’“Orgoglio Italia”: rispetto, onestà, legalità, giustizia, merito, capacità, talento, solidarietà, uguaglianza.

Mi spiace ma i miei eroi sono tutti quei morti che hanno dato la vita per noi, per la Giustizia, per la Legalità, per la verità. Sono stati tanti ma per semplicità li simboleggio in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati uccisi per mano della mafia:

Noi chiediamo un governo serio, duraturo e chiaro: Vogliamo un Governo forte, duraturo e politico che pensi al bene del popolo.

Noi pretendiamo un Parlamento senza condannati: Fuori i condannati dal Parlamento.

Noi ci domandiamo come è possibile che deve legiferare un condannato per frode fiscale: Egregio Letta è indecente governare con il condannato per frode fiscale.

Come è possibile che si discute della decadenza attraverso la legge cosiddetta Severino e non c’è una condanna etica, morale e politica da parte di tutti gli altri membri del parlamento: Passaparola: “No, al salvacondotto per Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale.”

Noi chiediamo la grazia per i cittadini onesti: Chiedo la “grazia” al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Noi vogliamo sapere chi sostiene il condannato per frode fiscale, è un nostro diritto/dovere: Vogliamo i nomi dei parlamentari che sostengono il condannato per “frode fiscale”.

Noi siamo il popolo, chiediamo solo il rispetto della Costituzione e delle leggi: Silvio Berlusconi, la questione è il rispetto della Costituzione Italiane, delle leggi, delle Istituzioni e del popolo.

Abbiamo il Vicepresidente del Consiglio dei ministri Angelino Alfano che ha dichiarato «Presidente, siamo pronti a staccare la spina al governo», ha giurato, «dicci quello che dobbiamo fare e noi eseguiamo, a un tuo segnale noi ci dimettiamo». dove il Presidente è il condannato per frode fiscale Silvio Berlusconi.

Sostituendo alla parola “presidente” le parole realistiche della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione “condannato per frode fiscale” si legge “Condannato per frode fiscale, siamo pronti a staccare la spina al governo” ha giurato, “dicci quello che dobbiamo fare e noi eseguiamo, a un tuo segnale noi ci dimettiamo”. Aspettiamo le vostre valutazioni nel merito a tali dichiarazioni.

Tali parole sono di una gravità assoluta per tutte le Istituzioni. Vi chiedo come è possibile essere governati da chi esprime tali pensieri? Quale insegnamento ed esempio ne trae il “popolo sovrano”?

Abbiamo un condannato per frode fiscale tale Silvio Berlusconi senatore della Repubblica assenteista al 99,92 % Qualsiasi altro datore di lavoro avrebbe licenziato un lavoratore assente al 99,92%. che percepisce lo stipendio ovvero i nostri soldi.

Le domande e le riflessioni da comunicarvi sono tante ma per ora vi lascio con quest’ultima riflessione/domanda L’Italia è un paese “normale”?

Vogliamo e Chiediamo le dimissioni del Governo e di tutto il Parlamento. Vogliamo nuove elezioni.

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