omelia di p. Claude Dumas alla messa del sabato sera al C.C.I.T. 2015 in Romania

ccit 2015

 

 

 

CCIT- Ciofliceni -Snagov 2015

omelia del sabato sera

Claude DUMAS

Claude

Quando Gesù predica, non si può accusarlo di essere troppo lungo ! Proclama la lettura ,depone il libro e dichiara : « Questa Parola della Scrittura, si compie oggi. » E corto, è breve, è detto tutto !

Sì, Gesù è il compimento della Parola. La parola di Dio non è più incisa sulle pietre, ma in fondo al cuore di un uomo. Gesù è il Verbo, dice san Giovanni, è la Parola fatta carne, la parola vivente. In Lui tutta la Scrittura s’illumina di una luce nuova.

Nello stesso slancio, Gesù annuncia che questo compimento si produce « oggi ».Per capirci ! Non si tratta solamente dell’oggi di allora, di quelle di 2000 anni fa. Si tratta dell’oggi di Dio: qui e adesso. Come lo fece per i discepoli di Emmaus. Gesù avanza lentamente con noi e ci spiega le Scritture. Per noi, per me, oggi, Dio, in Gesù, si fa parola viva, parola che agisce . Il tempo dei profeti e délie profezie è finito e Dio comincia a rivelarsi agli uomini come è : Gesù rivela suo Padre e il Padre rivela suo Figlio con i segni e i miracoli che lui compie.

Questa parola vivente di Dio è destinata prima di tutto ai poveri : « Mi ha mandate a portare la Buona Novella ai poveri, a annunciare ai prigionieri che sono liberi, e ai ciechi che vedranno la luce ». In Gesù, Dio si rivolge a quelli che vivono nell’afflizione del cuore, a quelli che soffrono a causa dell’ingiustizia. Questi poveri, sono quelli a cui mancano l’affetto, l’amicizia, sono quelli che aspettano tutto dall’altro, un sorriso, uno sguardo, una stretta di mano, sono quelli che non esistono per nessuno, sono quelli che sono aperti e avidi di tutte le parole che li rimettono in piedi, quelli di cui incrociamo il cammino… La vita di Gesù – la sua morte e la sua risurrezione – è parola di Dio, speranza e gioia per i poveri. Gesù porta la vera liberazione.

San Paolo, nella prima lettura, ci dice che noi siamo tutti membra del corpo di Cristo. Tutti, grazie allo Spirito Santo che dimora in noi, possiamo diventare, in Cristo, Parola di Dio per il mondo. Questa parola può essere intesa solo se il corpo è unito. « Che tutti siano uniti affinché il mondo creda ». Dice Gesù. Questa unità nella diversità, questo rispetto della vocazione e dei carismi di ciascuno diventa parola di speranza in questo mondo troppo spesso diviso e lacerato, impregnato di egoismo, d’indifferenza e di violenza.

Evocando la comunione, sant’Agostino diceva : «Diventiamo quello che riceviamo, il corpo di Cristo ». La presenza di Cristo nei nostri cuori, ci unisce, ci aiuta a riconoscerci fratelli e dunque anche figli di Dio. Questa comunione tra di noi e con il Padre diventa presenza di Cristo, Parola di Dio. «E dall’amore che avrete gli uni per gli altri che si riconoscerà che siete miei discepoli ». Giovanni 13,35 . E ispirandoci all’amore che Gesù non cessa di darci che noi diventeremo capaci di testimoniare il suo amore, che noi potremo posare gesti di vita e d’amore, che diventeremo a nostra volta annunciatori di gioia. Lo Spirito Santo ci spinge senza sosta ad andare verso gli altri per prendere la loro difesa. Noi siamo inviati per rivelare loro la loro dignità di figli e figlie di Dio. Anche il più sfigurato è creato a immagine di Dio.

«Mi ha mandate a portare la Buona Novella ai poveri, ad annuciare ai prigionieri che sono liberi, e ai ciechi che vedranno la luce. ». Missione del Cristo nel suo « oggi » sì, ma per diventare la nostra missione nel nostro « oggi »

Domandiamo al Signore di aiutarci ad esser parola « oggi » per i nostri fratelli nell’unità delle nostre diversità. Così sapremo essere dei luoghi di accoglienza e di speranza, aperti alla liberté e al rispetto di tutti gli uofnini.il CCIT ci impegna a questo. Amen.

 

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