la ‘lista’ nerissima che ci deve fare arrossire!

lunga-lista

    la lista

di Redazione Témoignage chrétien
in “temoignagechretien.fr” del 6 maggio 2015 (traduzione: www.finesettimana.org)

è la forza delle immagini che ha fatto il giro delle reti sociali: un’immensa lista di 100 metri di lunghezza su cui sono scritti i nomi delle 17306 persone che sono morte tra il 1990 e il 2012 nel Mediterraneo. E il dramma sta accelerando: 6000 morti dal 2013, 1700 morti nel corso dei primi mesi del 2015

La lista è stata posta sul percorso dei parlamentari e del personale europeo che erano quindi obbligati a camminarci sopra. Era martedì 28 aprile, il giorno precedente la discussione sulla situazione catastrofica dei migranti nel Mediterraneo. L’operazione è stata condotta dal “Collectif pour une autre politique migratoire”, che unisce decine di organizzazioni di difesa dei diritti umani, organizzazioni interculturali, migratorie, di educazione allo sviluppo, di economia sociale e solidale, ecologiste e di aiuto ai migranti. Diverse centinaia di persone, principalmente strasburghesi, erano riunite davanti al Parlamento europeo e chiedevano un cambiamento urgente nella politica migratoria europea: “Denunciamo un’Europa accecata dall’ossessione della sicurezza, il cui principale obiettivo è impedire alle persone di accedere al suo territorio, prima di quello di salvare e proteggere. Vogliamo un’Europa solidale nella quale l’insieme dei membri assuma le proprie responsabilità e rispetti i suoi obblighi internazionali”. Tutte le organizzazioni riunite nel collettivo si riconoscevano nello slogan: “L’Europa è in guerra contro un nemico che si inventa, rimettiamo i diritti umani al centro dell’Europa”. Dei deputati europei si sono uniti ai manifestanti. Tutti hanno sottolineato la necessità di invertire la logica di un’Europa fortezza, di permettere la mobilità internazionale, di autorizzare l’accesso al territorio europeo, di rispettare le regole di protezione internazionale e di mettere sotto controllo democratico l’agenzia europea Frontex. Il collettivo è composto in particolare da Amnesty International dell’Alsazia, dall’ATMF (Associazione dei lavoratori maghrebini in Francia), da Attac Strasbourg (Associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e per la cittadinanza attiva), dall’ASTU (Associazione di
cittadinanza attiva interculturale), dall’AMSED (Associazione Migrazione Solidarietà e Scambi per lo Sviluppo), da Artisans du monde, da CALIMA (Coordinamento alsazia migrazione maghrebina), dal CARES (Coordinamento dei residenti stranieri di Strasburgo, dalla Cimade (Servizio ecumenico di mutuo aiuto), dal Collettivo arabo-ebraico e cittadino per la Palestina, dal Collettivo “d’ailleurs nous sommes d’ici”, dal Colecosol (Collettivo per la promozione del commercio equo in Alsazia), dal Collettivo “Justice et Liberté”, da Emmaüs Centre-Alsace, da EELV (Europe Ecologie les Verts), dalla Pastorale dei migranti, da Voix libres, dal Mrap (Movimento contro il razzismo e per l’amicizia tra i popoli), da NPA67 (Nouveaux Parti Anticapitaliste), da Oxfam, dal PCF 67, dal Parti de gauche 67, da TEJE (Travailler ensemble jeunes et engagé-e-s, dall’UJFP Alsace (Union Juivefrançaise pour la Paix), da Watch the Med Alarm Phone, da Europe-Cameroun solidarité, da Wietchip, da Femmes du III millénaire, da Alsace-Syrie, da Femmes en noir, da Vie nouvelle, dagli Amici del Monde Diplomatique, dall’AIPPP, dal Coordinamento dell’Appello di Strasburgo, da Civimed Initiatives. La pagina Facebook di Témoignage chrétien ha diffuso questa iniziativa. Più di 7500 persone sono state raggiunte in 48 ore. TC proporrà nei prossimi giorni un’iniziativa per rompere la logica della chiusura e della paura che prevale nei confronti dei migranti del Mediterraneo. Potete comunicarci le vostre reazioni e le vostre iniziative scrivendo a tc.dialogue@gmail.com  .

foto premio migranti

di seguito una breve rassegna stampa (meritoriamente offerta da ‘rassegna stampa – finesettimana’) a proposito delle decisioni che finalmente l’Europa sembra prendere per ripartire le ‘quote’ dei migranti (è possibile leggere i singoli  articoli tramite il rispettivo link):
“La proposta, semplificata con il termine di “quote”, divide gli Europei. I paesi meno richiesti dai richiedenti asilo la rifiutano. Altri, come l’Ungheria, sono ostili per principio… Quelli che accolgono già un gran numero di rifugiati se ne rallegrano… Danimarca, Regno Unito e Irlanda ne sarebbero esenti… Diverse ONG esprimono timori: richiedenti asilo trattati come merci…”
La buona novella sta nel fatto che ci siano quote e percentuali: e che l’Europa enunci un principio cogente, con le parole del vicepresidente dell’esecutivo, Frans Timmermans: «Diciamo all’Italia: non sei sola, hai diritto all’aiuto degli altri Paesi europei».
Per Carlotta Sami, portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu (Unhcr), la Commissione Ue ha approvato un testo sull’immigrazione che va nella giusta direzione. Decisivo è l’accordo per la ripartizione dei rifugiati in tutti i paesi europei, anche se non c’è chiarezza sull’opzione militare in Libia. Funzionerà? “Il test principale non può che essere uno: la diminuzione dei morti in mare”
Tutti d’accordo nell’apprezzare i progressi compiuti a Bruxelles dall’Agenda dell’Ue, finora restia a parlare di sbarchi e immigrazione. Ma le critiche del mondo cattolico e delle organizzazioni che aiutano i rifugiati, con diverse sfumature, non mancano.
Tutti d’accordo nell’apprezzare i progressi compiuti a Bruxelles dall’Agenda dell’Ue, finora restia a parlare di sbarchi e immigrazione. Ma le critiche del mondo cattolico e delle organizzazioni che aiutano i rifugiati, con diverse sfumature, non mancano.
Il punto fondamentale dell’intesa raggiunta grazie all’impegno del presidente Jean-Claude Juncker riguarda la distribuzione obbligatoria dei profughi. I 25 Stati della Ue – al momento sono fuori Regno Unito, Irlanda e Danimarca – dovranno dividersi le persone attualmente presenti in Europa in base a un sistema percentuale

 

 

 

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