tre foto sono l’immagine odierna dei nostri fallimenti

MIGRANTI

migranti marchiati, segregati e ignorati tre foto simbolo raccontano un giorno di ordinaria catastrofe umanitaria

tre immagini per descrivere un giorno di ordinaria catastrofe umanitaria. Foto-simbolo che raccontano un’Unione Europea molto diversa da come l’avevano immaginata i Padri fondatori

Dalla stazione dei treni di Keleti a Budapest al sud della Moravia in Repubblica Ceca, fino alla spiaggia di Bodrum, l’antica Alicarnasso un tempo culla della civiltà greca. Qui l’Europa assume connotati razzisti nella gestione dell’emergenza migranti. Sono immagini forti che, ancora una volta, condanno l’Ue alle sue responsabilità: uomini segregati, donne marchiate e bambini annegati. Ma tutti accomunati dal desiderio di raggiungere il suolo europeo.

Nella stazione di Keleti la pressione dei migranti aumenta giorno dopo giorno. Sono lì bloccati, o meglio segregati, dopo la decisione di Budapest di non permettere ai migranti, in gran parte siriani, di salire sui treni e raggiungere la Germania. Berlino è la meta più ambita dai profughi che gridano “Shukran Merkel”, dopo l’annuncio della cancelliera tedesca di sospendere il trattato di Dublino per chi arriva dalla Siria. Stamattina in circa 600 erano ancora accampati fuori dalla stazione mentre altri circa 1.200 erano sistemati all’interno in una cosiddetta “zona di transito”. Le autorità ungheresi, che contestano i regolamenti europei e in particolare la linea tedesca, per ora non hanno riaperto la stazione ai migranti per impedire che salgano a bordo dei convogli diretti in Germania e in Austria. Nonostante molti siano muniti di regolari biglietti ferroviari.

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