parrocchie col presepe ma con le porte chiuse … per gli immigrati

porte chiuse agli immigrati

la solidarietà flop delle parrocchie

a tre mesi dall’appello di Papa Francesco solo poche centinaia di letti per i profughi

di JENNER MELETTI

 Porte chiuse agli immigrati: la solidarietà flop delle parrocchie

Viene subito in mente – sarà colpa delle luminarie – la poesia di Guido Gozzano. “La neve. Ecco una stalla. Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…”. Difficile, per Giuseppe e Maria, trovare un rifugio per la nascita di Gesù. Difficile – anche in questi giorni di nenie e presepi – per le famiglie di migranti trovare quell’ospitalità chiesta con forza – più di cento giorni fa, il 6 settembre – da Papa Francesco

“Ogni parrocchia – disse il pontefice all’Angelus – accolga una famiglia”. Non esiste un censimento ufficiale ma bastano pochi numeri per raccontare come sia stato e sia difficile, nelle 25.000 parrocchie italiane, rispondere all’appello. A Roma città (334 parrocchie) entro la fine di gennaio saranno accolti 170 migranti. A Milano (1.000 parrocchie perché la diocesi comprende anche Brianza, Lecco e Varese) sono a disposizione – o lo saranno presto – 400 posti letto. A Bologna su 416 parrocchie soltanto quattro hanno dichiarato la loro disponibilità. Assieme a cinque privati, due comunità religiose e due altri enti, nell’arcidiocesi bolognese sono offerti in tutto 30 posti letto. E nella quasi totalità dei casi l’accoglienza viene finanziata con i contributi delle prefetture.

Maria Cecilia Scaffardi, direttrice della Caritas di Parma, ammette le difficoltà ma ringrazia comunque il Papa. “Francesco ci ha obbligati a riflettere e ha messo in moto un grande processo di apertura. Anche noi ci siamo impegnati: una decina di parrocchie su 350 (che sono state accorpate in 56 “nuove parrocchie”) ci hanno detto che possono ospitare una famiglia di immigrati. Due di queste parrocchie comunque hanno deciso di accogliere famiglie italiane che erano state sfrattate. Per accogliere bene – questo il motivo del ritardo – non basta il buon cuore: serve professionalità. Non si tratta solo di trovare un appartamento o una canonica. Servono persone capaci di guardare negli occhi le altre persone. Se pensi solo a un tetto e a un letto, rischi di trasformare l’accoglienza in un concentrato di esclusione”.

la delusione di papa Francesco sull’accoglienza dei migranti nelle parrocchie

migranti: papa ‘deluso’

“certe parrocchie dibattono ma non accolgono”

Migranti Papa deluso certe parrocchie dibattono ma non accolgono

 

 Il Vangelo chiede accoglienza e misericordia, “eppure non cessano di moltiplicarsi anche i dibattiti sulle condizioni e sui limiti da porre all’accoglienza, non solo nelle politiche degli Stati, ma anche in alcune comunita’ parrocchiali che vedono minacciata la tranquillita’ tradizionale”. Lo denuncia Papa Francesco nel Messaggio per la prossima Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato, che ricorre il 17 gennaio prossimo, pur riconoscendo che “molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarieta’. Essi hanno riconosciuto la voce di Gesu’ Cristo: ‘Ecco, sto alla porta e busso'”. Davanti al dramma di uomini, donne e bambini che fuggono da guerre, violenze e poverta’, il Papa – che nelle scorse settimane ha sollecitato tutte le parrocchie italiane e ed europee ad ospitare almeno una famiglia di migranti – chiede dunque un serio esame di coscienza non soltanto a politici e amministratori della cosa pubblica ma anche alle chiese locali.
“Di fronte a tali questioni – si domanda il Papa nel documento pubblicato oggi – come puo’ agire la Chiesa se non ispirandosi all’esempio e alle parole di Gesu’ Cristo? La risposta del Vangelo – chiarisce Francesco – e’ la misericordia”. E “l’amore di Dio intende raggiungere tutti e ciascuno, trasformando coloro che accolgono l’abbraccio del Padre in altrettante braccia che si aprono e si stringono perche’ chiunque sappia di essere amato come figlio e si senta ‘a casa’ nell’unica famiglia umana”. “In tal modo – assicura Bergoglio – la premura paterna di Dio e’ sollecita verso tutti, come fa il pastore con il gregge, ma e’ particolarmente sensibile alle necessita’ della pecora ferita, stanca o malata. Gesu’ Cristo ci ha parlato cosi’ del Padre, per dire che Egli si china sull’uomo piagato dalla miseria fisica o morale e, quanto piu’ si aggravano le sue condizioni, tanto piu’ si rivela l’efficacia della divina misericordia”. Nel testo, Francesco osserva che “la rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero, motivandola con la certezza che cosi’ facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesu’ Cristo”.
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 papa: “parrocchie non temano minaccia a loro tranquillità”

Città del Vaticano, 1 ott. (AdnKronos) 

“La rivelazione biblica incoraggia l’accoglienza dello straniero: eppure, non cessano di moltiplicarsi i dibattiti sulle condizioni e sui limiti da porre all’accoglienza; non solo nelle politiche degli Stati, ma anche in alcune comunità parrocchiali che vedono minacciata la loro tranquillità tradizionale”. E’ la ‘bacchettata’ di Papa Francesco – contenuta nel messaggio per la ‘Giornata mondiale del migrante e del rifugiato’, che la Chiesa celebra il 17 gennaio – a quelle realtà religiose diocesane, mostratesi ‘freddine’ o titubanti nel recepire il suo appello affinché tutte le parrocchie europee accolgano almeno una famiglia di profughi.

Il Pontefice ricorda che la Bibbia esorta ad accogliere lo straniero, motivando questo invito con “la certezza che così facendo si aprono le porte a Dio e nel volto dell’altro si manifestano i tratti di Gesù Cristo”. Francesco sottolinea con soddisfazione che “molte istituzioni, associazioni, movimenti, gruppi impegnati, organismi diocesani, nazionali e internazionali sperimentano lo stupore e la gioia della festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà”.

“ACCOGLIENZA NON RIGUARDI SOLO I ‘REGOLARI”

“Guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone, tutelate nella loro dignità”. E’ l’esortazione di Papa Francesco. “I migranti – ricorda il Pontefice – possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri”.

In ogni caso, avverte il Papa, “non si possono ridurre le migrazioni alla dimensione politica e normativa, ai risvolti economici e alla mera compresenza di culture differenti sul medesimo territorio. Questi aspetti sono complementari alla difesa e alla promozione della persona umana, alla cultura dell’incontro dei popoli e dell’unità”.

INFORMAZIONE SIA CORRETTA”

“E’ indispensabile che l’opinione pubblica sia informata in modo corretto, anche per prevenire ingiustificate paure e speculazioni sulla pelle dei migranti”, chiede con forza il Papa. “La presenza dei migranti e dei rifugiati interpella seriamente le diverse società che li accolgono – premette il Pontefice – Esse devono far fronte a fatti nuovi che possono rivelarsi improvvidi se non sono adeguatamente motivati, gestiti e regolati”. Ma, in ogni caso, occorre “fare in modo che l’integrazione diventi vicendevole arricchimento, apra positivi percorsi alle comunità e prevenga il rischio della discriminazione, del razzismo, del nazionalismo estremo o della xenofobia”.

“INDIFFERENZA INTERNAZIONALE COMPLICE DI CHI PROVOCA TRAGEDIE” 

“L’indifferenza e il silenzio della comunità internazionale aprono la strada alla complicità, quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi”, accusa Papa Francesco.

Sottolinea il Pontefice: “Di grandi o piccole dimensioni, sono sempre tragedie quando si perde anche una sola vita umana. I migranti – ricorda – sono nostri fratelli e sorelle, che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti. Non è forse desiderio di ciascuno quello di migliorare le proprie condizioni di vita e ottenere un onesto e legittimo benessere da condividere con i propri cari?”, chiede Papa Francesco.

“C’E’ ANCHE UN DIRITTO A NON DOVER EMIGRARE” 

“Difendere il diritto di ciascuno a vivere con dignità, anzitutto esercitando il diritto a non emigrare per contribuire allo sviluppo del Paese d’origine”, sollecita Papa Francesco. “Questo processo – spiega il Pontefice – dovrebbe includere, nel suo primo livello, la necessità di aiutare i Paesi da cui partono migranti e profughi. Così si conferma che la solidarietà, la cooperazione, l’interdipendenza internazionale e l’equa distribuzione dei beni della terra sono elementi fondamentali per operare in profondità e con incisività soprattutto nelle aree di partenza dei flussi migratori, affinché cessino quegli scompensi che inducono le persone, in forma individuale o collettiva, ad abbandonare il proprio ambiente naturale e culturale”. In ogni caso, per Papa Francesco “è necessario scongiurare, possibilmente già sul nascere, le fughe dei profughi e gli esodi dettati dalla povertà, dalla violenza e dalle persecuzioni”.

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