intervento di p. Agostino Rota Martir al C.C.I.T. 2015 in Romania

ccit 2015

SNAGOV-CIOFLICENI 24-26 aprile 2015

 

 foto-linguaggio commentate da p. Agostino

p. agostino

 

 

 

 

ccit Romania

 

 

La nuora e facebook

 

“Cosa stai facendo vicina?”

“Mi cerco una nuora su facebook..”

E’ una immagine che è circolata molto sui telefonini di tanti ragazzi Rom, molto divertiti per quello che raffigura. “Cosa ti fa ridere di questa foto?” Ho chiesto a diversi giovani Rom. “Le vecchie Rom, vestite secondo la tradizione kosovara e che stanno su facebook e che ai loro tempi non avevano neanche il cellulare, ora navigano con il portatile su Facebook. E’ troppo forte!” Tradizione e innovazione qui sembrano convivere: due realtà che si uniscono. A dire il vero qui i “New Media” non scalfiscono gli aspetti culturali di una tradizione Rom, tradizione che a volte è vista anche con diffidenza dalle nuove generazioni Rom, che spesso usano facebook, anche per distaccarsi dalle loro stesse tradizioni e usanze o anche per desiderio di distinguersi. Le vecchie Rom usano Facebook per mantenere ancora vive le loro tradizioni. I giovani Rom, invece utilizzano Facebook anche per staccarsi da quelle stesse tradizioni.

  • Apparentemente sembrerebbe un corto circuito, eppure i “New Media” potrebbero svolgere un ruolo di allargamento della comunicazione e conoscenza all’interno delle comunità Rom.
  • Spesso questa trasmissione avviene soprattutto all’interno dei “mondi Rom”, è ancora limitato invece, l’utilizzo di questi mezzi di comunicazione da parte dei Rom, per far conoscere alla società in genere il proprio mondo, le sue richieste, le rivendicazioni o per trasmettere i suoi variegati aspetti culturali e tradizionali. Diffidenza verso il mondo dei gagè e dei suoi mezzi di comunicazione?

                                        

 

                                           Lo smartfhone a pezzi

 

 telefono rotto

 

Sono molti i giovani Rom che fanno uso dello smartphone, tablet con connessione internet. Non è una novità di oggi, avviene da diversi anni.

Ma i giovani Rom di oggi, rispetto ai loro genitori sanno far un ampio uso di Facebook, WhatsApp, Skype e messaggerie di vario genere che l’ampio mercato della comunicazione ci offre oggi. E’ innegabile che i genitori Rom vedono questo uso con curiosità mista a diffidenza. Da un lato tollerano l’uso di Internet, un po’ perché se ne servono anche loro, ma non vedono di buon cuore il fatto che i loro figli trascorrono tanto tempo a “smanettare” dietro i telefonini.. con chi parlano, con chi chattano, cosa si dicono?

Ho assistito varie volte a litigi tra figli e genitori proprio per colpa del telefono, e questo finire a pezzi per terra, rotto dai genitori.

Per tanti giovani rom questi “New Media” è un’occasione per raggirare il controllo della famiglia, sentito ancora forte e determinante. Vedono i “New Media” come una possibilità per ottenere più indipendenza e autonomia, sia rispetto la propria famiglia come verso il mondo Rom in genere. Infatti, sono tanti i contatti sia con i Rom, ma anche con il mondo gagè in genere.

E’ anche un’occasione per tentare di “evadere” da tutta una serie di controlli che in genere la famiglia esercita sui giovani, e in particolare sulle giovani rom, che sentono più forte il desiderio di incontrare e comunicare con altri Rom, in particolare. Per molti giovani Rom è una buona possibilità, se non l’unica per comunicare i propri pensieri, sogni, desideri. Per gli adulti, in genere il discorso è più complesso e articolato. Innanzitutto, c’è il timore che possa capitare qualcosa di spiacevole (cosa ovvia per qualsiasi genitore) ai loro figli, anche attraverso la pubblicazione di foto, che ritraggono ragazzine Rom in pose ammiccanti e a volte osé, e questo porterebbe disonore sull’intera famiglia agli occhi dei Rom stessi. Per gli adulti in genere, la relazione avviene attraverso la vita/corpo (conoscenze, incontri, contatti), ora invece l’uso delle chat (mezzi di comunicazione), in un certo senso sembra allargare il mondo delle conoscenze e i giovani Rom sentono di avere a portata di mano questo cambiamento. I nuovi media stanno mettendo a confronto non solo generazioni diverse tra i Rom, ma anche due conoscenze diverse: quella virtuale e i suoi possibili sviluppi e quella tipica dei Rom, basata soprattutto sui rapporti, conoscenze e equilibri tra famiglie e gruppi Rom. Riusciranno ad armonizzarsi?

Famiglie Rom che a causa di litigi non si parlano più, i figli si comunicano (segretamente) attraverso WhatsApp o FaceBook..creando di fatto le premesse di una possibile riappacificazione..oppure segnano per sempre il destino di un altro smartfhone a pezzi.

P.S. Ho scritto questa riflessione con il contributo di una giovane Rom, che usa molto Facebook. Alla quale ho poi offerto 5,00 € di ricarica per il suo smartfhone per continuare a chattare.

 

messa co cellulare

 

                             Noi/loro: migranti sulle piste dei New Media?

 

Questa foto non riguarda direttamente i Rom, lo si vede. Non vuole essere “dissacrante” verso la Liturgia. Ringraziamo p. Luciano che ha accettato di farsi fotografare. La foto vorrebbe essere uno stimolo, anche una provocazione per proporre una riflessione allargata anche su di noi, sull’uso della tecnologia digitale(telefonini, internet, messaggerie, social network..) E’ un dato di fatto: ormai i mezzi di comunicazione condizionano, nel bene e nel male la nostra esistenza, e sembra non ci siano ambiti intoccabili, esclusi.. Fanno parte della nostra vita, benché riconosciamo l’utilità e i vantaggi di questi strumenti, ma è altrettanto risaputo il rischio del “totalitarismo tecnologico” ?

“Siamo raggiungibili ormai 24 ore su 24, siamo sempre reperibili, non smettiamo mai di consultare le nostre email, di ricevere e inviare sms.. questo ha corrisposto una migliore qualità della vita?..sappiamo utilizzare questa immensa quantità di conoscenza, sappiamo anche selezionare le cose importanti, imporci una gerarchia di valori e priorità? Fare il silenzio attorno a noi? Riflettere? Leggere un libro da cima a fondo? “

“Siamo sicuri che la rivoluzione digitale ci ha reso più liberi? O abbiamo nuovi padroni e non ce ne siamo neanche accorti.” (Rete Padrona di Federico Rampini, ed. Feltrinelli, 2014)

Potenzialità della rete e ambiguità. Conoscenza e inganno. Progresso e rischi. Comodità e dipendenza/schiavitù   

A me è capitato l’anno scorso di dover rimanere per diversi mesi con un semplice telefonino senza Internet, ma alla fine mi sono arreso e ho acquistato uno più quotato, parche non riuscivo più a stare senza una connessione Internet: necessità o dipendenza? Oggi il confine sembra diventare sempre più sottile. Non c’è il rischio, in noi e nei Rom che questo uso diventi talmente essenziale. creando una sorta di dipendenza, fino a diventare un idolo? Incapaci di distinguere l’essenziale dal superfluo. Può suceedere a tutti quelli che tra i Gagè e i Rom hanno una discreta capacità e formazione per gestire questi New Media, figurarsi quelle persone tra i Gagè c i Rum che sono meno preparati per questo. Come è riuscita ad entrare in tanti una certa dipendenza, immaginiamo nelle fasce più deboli ! Infatti, molti hanno lo smardhone o desiderano possedere quello più nuovo, più costoso anche se hanno difficoltà a comprarsi il mangiare per i propri figli o pagarsi le spese di casa. Potenzialità che fmo a qualche anno fa’ ignoravamo, ma che oggi condizionano la nostra e la loro vita. Una potenzialità che sta sul palmo della mano, capace di ricevere e trasmettere dati sul mondo intero, ma non sempre è in grado di comunicare al cuore, anzi c’è il rischio di escluderlo. Questa comunicazione digitale tende ad isolare proprio il “corpo” dalla comunicazionc..succede quando le persone sono più indaffarate a leggere, digitare sms, a chattarc invece di ascoltare, dialogare con chi hai di fronte e a dargli il necessario spazio..sul palmo del tuo cuore. Anche i Rom lo avvertono.

“Sempre davanti al computer. Tu sei malato di computer. Diventerai pazzo!” Mi sono sentito rivolgere questo richiamo, da una mamma Rom, mia vicina di roulotte in questi giorni, indaffarato a preparare queste schede. Ha avvertito che la sua presenza e quella continua dei suoi bambini in roulotte mi disturbava, e che io di conseguenza, non gli concedevo tempo ed attenzione, perché scomodava il mio spazio, la mia concentrazione. Il mio cuore era lontano da loro. ” Mi onorate con le parole. ma il vostro cuore è lontano da me ..” Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.”

La comunicazione ha sempre bisogno del corpo (vita, tempo, relazioni..) e di un cuore capace di pulsare..altrimenti va in blocco, carne spesso succede con i tclefonini sul palmo della nostra mano, quando non hanno un buon campo di ricezione.

“Pronto, sei in kampina? Puoi venire da me?” Non siamo a km di distanza, ma a 50 m. di distanza l’uno dall’altro, all’interno dello stesso campo Rorn! Comodità o dipendenza?

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