il commento al vangelo della domenica

“tu sei pietra … “
Mt 16,18
il commento di A.Maggi al vangelo della solennità degli Apostoli Pietro e Paolo
E io ti dico: Tu sei una pietra [petros] e su questa roccia [petra] edificherò la mia assemblea [ekklêsian]
Ora che finalmente Simone Pietro ha compreso l’identità di Gesù, e in quanto discepolo si impegna come lui a essere vivificatore, Gesù lo dichiara idoneo alla costruzione della comunità dei credenti.
All’affermazione di Simone Tu sei il Messia, Gesù risponde Tu sei una pietra* Per affermare che Simone è una pietra, l’evangelista usa il termine greco PETROS, nome comune che significa la pietra che può essere usata per la costruzione (sasso/mattone). Nel secondo libro dei Maccabei l’espressione si ritrova come sasso da lanciare (2 Mac1,16; 4,41).
Con questa pietra/mattone Gesù inizia la costruzione sulla PETRA, termine greco che indica la roccia solida e inscalfibile e che è Gesù.
L’uso attento dei vocaboli da parte dell’evangelista non da addito ad equivoci. Il fondamento della Chiesa/comunità di credenti è la roccia Gesù. Simone è la prima pietra con la quale iniziare la costruzione. Se la costruzione si fosse fondata sulla pietra, l’evangelista avrebbe adoperato il termine greco equivalente che è LITHOS: “Non rimarrà qui pietra [lithos]su pietra [lithon]…” Mt 24,2).
Il termine petra è sempre adoperato da Matteo per indicare la roccia (Mt 27,51: “La terra si scosse e le rocce [petrai] si spezzarono; Un sepolcro nuovo che aveva scavato nella roccia [petra]”.
In particolare il termine petra/roccia è già apparso nel vangelo nell’esempio delle due costruzioni, quella indistruttibile, costruita sulla roccia (“Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia [petra]” Mt 7,24), e quella instabile sulla sabbia, brano che ha strette analogie col presente.
In entrambe le narrazioni si tratta di una scelta (la pratica della parola, la fede in Gesù) che consentono una salda costruzione (casa/assemblea), e in entrambi i casi le avversità esterne (tempeste/morte) non avranno alcun effetto (“Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia”, Mt 7,25).
Il termine petra/roccia, viene nel NT applicato a Gesù o alla sua parola, come appare nella 1 Corinti: “perché bevevano alla roccia [petras] spirituale che li seguiva, e questa roccia [petra] era Cristo” (1 Cor 10,4).
La roccia sulla quale è costruita la comunità viene sempre identificata in Gesù: “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore” (Ef 2,20-21). Nella Prima Lettera ai Corinti Paolo afferma chiaramente che nella comunità dei credenti, “edificio di Dio”, “nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù” (1 Cor 3,9.11).
Già Agostino distingueva tra Petrus/Petra, riferendo il primo a Simone e il secondo a Gesù. Nella Prima Lettera di Pietro si legge che tutti i credenti sono chiamati a essere “pietre vive” impiegate nella costruzione dell’ “edificio spirituale” (1 Pt 2,5)
*Purtroppo la lingua italiana non ha un’espressione equivalente a quella inglese la quale può tradurre la frase: “You are rocky… and on this rock…”
Gesù non pone un soprannome a Simone, ma indica una funzione (così come il termine Messia non indica il nome di Gesù, ma la sua attività quale inviato da Dio). Gesù si rivolgerà a questo discepolo chiamandolo sempre con il suo nome Simone e mai con Pietro (unica eccezione in Lc 22,34). Pietro invece verrà usato dagli evangelisti per sottolineare il comportamento testardo e ostinato di Simone.
Il termine chiesa (solo in Matteo, qui e 18,17) traduzione letterale del greco ekklêsia non ha in Matteo il significato dell’istituzione che avrà in seguito, ma indica l’assemblea (Gdc 20,2), la comunità dei credenti (At 7,38), secondo il significato del termine equivalente ebraico (qahal) di popolo (Dt 4,10).
Gesù non viene a edificare una nuova sinagoga, ma una ekklêsia, assemblea di credenti. Mentre la sinagoga è legata al culto e alla Legge, ed è diretta da un capo (arcisinagogo), l’assemblea è l’insieme dei credenti il cui unico capo è il Cristo (Mt 23,8-10) ed è animata dall’amore vicendevole dei suoi componenti.
Questa assemblea non è quella di Israele (Dt 31,30), ma di Gesù (la mia assemblea) (Rm 16,16). Non riguarda un edificio giudeo (sinagoga), ma l’insieme di quanti, giudei e pagani, riconoscono in Gesù il Figlio del Dio vivificante.
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