i nemici di papa Francesco sono i suoi più stretti collaboratori

intervista al cardinale Kasper:

«Vogliono la guerra al Sinodo, il Papa è il bersaglio»

fervono i preparativi in ambito cattolico per il sinodo straordinario del mese prossimo che nella mente di papa Francesco dovrebbe produrre quella ‘teologia in ginocchio’, in ascolto cioè dei problemi e delle sofferenze del mondo e dei fedeli della chiesa acattolica, ma l’ala più conservatrice della gerarchia (composta fra l’altro dai cardinali più rappresentativi della curia romana e da quelli che dovrebbero essere i più stretti collaboratori del papa – collocati in quei posti chiave da papa Ratzinger – ) parte all’attacco per mettere i bastoni fra le ruote contro ogni riforma o innovazione

senza mezzi termini il cardinale Kasper parla di ‘guerra’ portata al sinodo

di seguito l’intervista di A. Manzo (‘il Mattino’) col cardinale Kasper e una lunga serie di link che, coll’aiuto del preziosissimo sito ‘finesettimana’, ho messo insieme per documentare la preoccupazione che in ambito ecclesiale queste mosse conservatrici suscitano:

Francesco papa

 

 

«Alcuni al prossimo Sinodo vogliono una guerra ideologica. La dottrina della Chiesa è aperta, loro vogliono una verità cristallizzata. Il bersaglio delle polemiche non sono io, ma il Papa». Parla il cardinale Walter Kasper, il teologo che Francesco ha elevato a teorico contemporaneo della «teologia in ginocchio», capace di ascoltare la società e, soprattutto, i drammi esistenziali dell’uomo, «non per condannarlo ma per camminare insieme a lui».È lui che a febbraio scorso, al Concistoro straordinario, ha scritto e letto il documento introduttivo sulla famiglia che apre alla comunione per i divorziati e che ora ha indotto cinque cardinali a esprimere, in un libro, una netta chiusura all’appello. No, no all’accoglienza nella Chiesa «con fedeltà e misericordia» dei divorziati, anche quelli risposati solo con rito civile. «Non si può», dicono cinque cardinali di rango della Chiesa cattolica, autori di un libro, «Permanere nella verità di Cristo».Le firme sono quelle di Gerhard Ludwig Muller, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cioè il «custode» della Dottrina nel palazzo dell’ex Sant’Uffizio dove sedette anche Ratzinger; Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura apostolica, il capo di una sorta di Cassazione dell’interpretazione dottrinale della Chiesa; Walter Brandmuller, presidente emerito del Pontificio comitato di scienze storiche; Velasio De Paolis, presidente emerito della prefettura degli affari economici.

Infine Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, uno dei teologici più ascoltati da Papa Giovanni Paolo II proprio sul tema della famiglia.

Il cardinale Kasper non lo ha ancora letto il libro, ma ne desume i contenuti dal dibattito acceso contro di lui fin nelle giornate successive al documento di febbraio scorso. Kasper è accusato di aver stravolto la dottrina sul matrimonio «indissolubile» nella relazione al Concistoro di febbraio scorso e, a mano a mano che si avvicina la data del Sinodo (5 ottobre), il suo nome ricorrerà sempre più spesso nel dibattito, non solo teologico ma anche sociale. Perché è lui che ha promosso il tema dei divorziati risposati, la possibilità che possano tornare ad accostarsi al sacramento della Comunione.

È lui che ha aperto a questioni inedite rimaste inesplorate nell’esortazione apostolica Familiaris Consortio di papa Wojtyla. È lui, infine, che ha giudicato la famiglia come «cellula centrale», e non più naturale, della Chiesa e della società: la famiglia come soggetto della condizione umana, fondata sull’amore umano che, scrisse nella relazione di base al Sinodo, «è qualcosa di grande e di bello, ma non è di per sé divino».

Cardinale Kasper, come sarà il Sinodo di ottobre, che si aprirà anche sui fondamenti teologici contenuti nella relazione di apertura da lei svolta al Concistoro straordinario sulla famiglia?
«Io spero che nel Sinodo si dia vita a uno scambio serio e tranquillo di opinioni e riflessioni».
Secondo gli oppositori, le sue riflessioni hanno messo in discussione la Dottrina della Chiesa.
«Non è in discussione la Dottrina della Chiesa che, invece, può essere approfondita. Ma la Dottrina non è chiusa. Si tratta di discutere dell’applicazione della Dottrina in situazioni complesse».

Ha letto il libro, considerato una replica alle sue tesi dottrinali e pastorali?
«Non ho visto il dibattito in corso, il documento lo hanno mandato ai giornalisti, ma non a me. È un po’ strano, i giornalisti ce l’hanno e io no».

Lei interverrà ai lavori del Sinodo?
«Sì, ma io sono un membro normale del Sinodo».

Ma perché alcuni suoi colleghi cardinali la contestano?
«Mi contestano perché dicono che il documento base è contro la Verità».

E lei come replica?
«Noi siamo tutti per la Verità».

(A. Manzo)

 papa-francesco

 

 

“il Sinodo è stato individuato da alcuni porporati come l’occasione per una rivincita sul Papa… mandare il Papa in minoranza al Sinodo e trattare così da posizioni di forza le molte e decisive nomine in agenda.” Si vuole bloccare, come 50 anni fa con Paolo VI, la via della collegialità ” la Chiesa non ha il problema di mettere la propria morale alla luce della modernità, per tenerla immobile o per cambiarla a basso prezzo; ma di mettere tutto alla luce del Vangelo. In quel tutto non esiste «la» famiglia ma esistono «le» famiglie”
papa Francesco: «Tra le condizioni che accomunano i partecipanti alla celebrazione eucaristica, due condizioni sono fondamentali per andare bene a Messa: tutti siamo peccatori e a tutti Dio dona la sua misericordia». Una posizione sul senso dei sacramenti che ricorda quella espressa dal cardinale Carlo Maria Martini…
«Gli autori di questo volume sono uniti nel sostenere fermamente che il Nuovo Testamento ci mostra Cristo che proibisce senza ambiguità divorzio e successive nuove nozze sulla base del piano originale di Dio sul matrimonio disposto da Dio in Gen. 1,27 e 2,24».
Su famiglia e matrimonio, i vescovi tedeschi stanno con il cardinale Walter Kasper. Le tesi del teologo scelto dal Papa per aprire in ambito concistoriale la discussione sui temi oggetto del Sinodo biennale ormai alle porte, sono appoggiate e condivise dalla grande maggioranza dell’episcopato di Germania. (ndr.: solito modo furbo, parziale e un po’ disonesto di presentare la situazione, in particolare sottolineando l’adesione entusiastica di quegli “scomunicati” di Noi Siamo Chiesa, tacendo le attese della stragrande maggioranza di battezzati almeno in Occidente per un profondo rinnovamento dottrinale e pastorale sui temi della famiglia e del matrimonio, con una maggiore fedeltà a tutta la tradizione della chiesa e delle chiese e con uno sguardo non solo negativo nei confronti del mondo di oggi)

“La cosa interessante è che lo schieramento dei vescovi e cardinali creati da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si presenta al Sinodo con il diritto canonico in mano…” sideralmente lòontano dalla misericordia… Un consiglio: leggere quanto scriveva Pasolini sulle sentenze dei tribunali ecclesiastici di annullamento dei matrimoni…
All’avvicinarsi del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, la pubblicazione di un libro in cui compaiono diversi cardinali di Curia che rifiutano la proposta nei confronti dei divorziati risposati del teologo Walter Kasper, irrita papa Francesco… secondo un’alta fonte, il papa avrebbe chiesto al cardinal Müller di non partecipare alla promozione del libro”
“Cinque cardinali – compreso il cardinal Gerhad Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – hanno scritto un libro in cui esprimono la loro disapprovazione. Ma secondo quanto riportato in un articolo del quotidiano francese ‘La Croix’, si dice che il papa sia “irritato” per la loro decisione di pubblicare il libro proprio prima del Sinodo”

  • Attacco al Papa di Marco Politi in il Fatto Quotidiano del 18 settembre 2014
“I lupi si sono svegliati e muovono all’assalto del papa argentino. Enzo Bianchi, il monaco teologo, lo aveva previsto. “Verrà una brinata”, ha esclamato poche settimane fa ad un convegno a San Gimignano promosso dal sociologo delle religioni Arnaldo Nesti. “Perché l’opposizione al papa sta crescendo”, ha soggiunto.” “La reazione del papa argentino è di grande tranquillità. … La sua strategia è di creare un clima di libero dibattito come avvenne al concilio Vaticano II, in cui tutte le posizioni vengano allo scoperto e i vescovi si pronuncino sulla direzione da imboccare, rispondendone di fronte ai fedeli: il popolo di Dio.
Nell’ambito del dibattito sul prossimo Sinodo sulla famiglia convocato da papa Francesco, pubblichiamo in esclusiva un articolo a firma dell’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola. Nella forma integrale apparirà sul prossimo numero della testata bolognese ‘Il Regno’.
“L’inedita operazione mediatica – che ora vede anche aggiungersi… il contributo del cardinale Angelo Scola… e un libro del cardinale George Pell… – è presentata come una risposta alle aperture ipotizzate… dal cardinale Walter Kasper… nella relazione introduttiva del concistoro… nell’ultima parte del suo articolato intervento aveva ipotizzato – caso per caso, a determinate condizioni e dopo un percorso penitenziale – la possibilità di riammettere i divorziati risposati alla comunione”
“«Durante il Concilio Vaticano II e nel postconcilio c’erano le resistenze di alcuni cardinali a Papa Paolo VI, anche da parte dell’allora Prefetto del Sant’Uffizio. Però… non con questa modalità organizzata e pubblica. Se i cardinali che sono i più vicini collaboratori del Papa, intervengono in questo modo, almeno per ciò che riguarda la storia più recente della Chiesa, siamo di fronte a una situazione inedita»”
San Pietro, udienza generale, catechesi del Papa ai fedeli su ciò che significa Chiesa «cattolica» e «apostolica»: ovvero «universale» e quindi «proiettata all’incontro con tutti», «nata in uscita» come gli apostoli che non sono «rimasti nel Cenacolo», dice, come fosse un circolo per pochi eletti. Le parole di ieri danno il senso del pontificato di Francesco e ne rappresentano il programma.
Il pericolo proviene da altre parti, e non è tanto un conflitto aperto. Si annida in una «strategia del giunco» che alcuni alti prelati, a Roma e in Italia ma anche in altre realtà europee, stanno adottando, piegandosi al papato argentino come se fosse una tempesta destinata a passare entro pochi anni. Lascia indovinare un conflitto di culture e di modelli di Chiesa, che per ora convivono ma potrebbero divaricarsi.
 

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