papa Francesco incontrerà Gutierrez

 

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Papa Francesco incontrerà Gutierrez
e presto Oscar Romero sarà Beato

L’annuncio all’incontro nella basilica di Santa Barbara con il padre della teologia della liberazione A darlo il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Müller, che visse con lui nelle favela

 

 

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A Mantova ieri è successo qualcosa di straordinario per la vita della Chiesa, e la basilica di Santa Barbara ha ospitato quello che si potrebbe chiamare “l’annuncio”: papa Bergoglio incontrerà tra pochi giorni Gustavo Gutierrez, il padre della teologia della liberazione, e in tempi brevi Oscar Romero, il vescovo assassinato sull’altare in Salvador, diventerà beato. A confermare queste due notizie, che pesano molto per la Chiesa cattolica, è stato l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, quello che tavolta si chiama ancora ex Sant’Uffizio. Accanto a lui, tedesco di 66 anni, l’atteso Gutierrez, 83 anni, piccolo, dall’enigmatico viso peruviano, che parlando si scioglieva in sorrisi dolcissimi e guizzi di passione e di speranza. Che i due fossero amici, in ambienti ristretti si sapeva, ma quando l’anno scorso papa Benedetto XVI lo nominò al vertice dell’istituzione che vigila sulle posizioni teologiche nella Chiesa, l’annuncio fu commentato soltanto ricordando che il professore di teologia dogmatica a Monaco di Baviera era «amico di Ratzinger». In realtà, dentro di lui, era sempre rimasto vivo il germoglio che Gutierrez aveva seminato nel giovane sacerdote che lo aveva raggiunto a Lima, e che lui aveva messo a contatto con i poveri che vivono nelle favelas e con i campesinos, di cui per periodi ricorrenti condivise così la dura vita, dormendo nelle stesse capanne. Evidentemente Ratzinger, che ai tempi del Concilio Vaticano II si era prima avvicinato e poi allontanato dal mondo dei teologi più innovativi, e a suo tempo aveva di fatto condannato la teologia della liberazione di Gutierrez, forse ha deciso era arrivato il tempo di un uomo, come Müller, che aveva assorbito da lui e dal domenicano di Lima.

Ora c’è papa Francesco, sudamericano, gesuita che ha immediatamente parlato di poveri, ma sul quale il giudizio è rimasto come sospeso in attesa di capire. E tanti suoi gesti, dal viaggio a Lampedusa, alle parole pronunciate a Rio de Janeiro, all’ultima forte posizione per costruire la pace e non la guerra in Siria aprono un nuovo orizzonte. «Ho letto 6 tomi riguardanti Oscar Romero – ha detto Müller – e alla fine la Congregazione per la dottrina della fede ha dato il suo nihil obstat». Ciò significa che il vescovo ucciso perché difendeva poveri e sfruttati sarà santo. «Per il popolo in America latina – ha commentato Gutierrez – Romero era già santo, ma è molto importante e pieno di significato che lo diventi per la Chiesa».

L’incontro, coordinato dal francescano e giornalista Ugo Sartorio (ex direttore del Messaggero di Sant’Antonio) dopo il saluto di papa Francesco al pubblico del Festivaletteratura, riunito in santa Barbara, portato da Müller, è iniziato con un suo lungo e complesso discorso teologico in perfetto italiano. Alla fine è risuonato chiaro un concetto: «Cristo è morto in croce per salvare l’umanità» e c’è «un’opzione preferenziale per i poveri». Da qui è iniziato l’intervento di Gutierrez. La povertà è una condizione inumana, per mancanza economica – ha detto – ma anche culturale, sociale, perché donne, e ha citato il «Dio dei poveri, dei sofferenti», che non si vuole certo portare al consumismo o al comunismo, al presunto paradiso in terra, ma liberare dalla schiavitù. La politica deve servire la gente, ma «il Vangelo è l’unica strada per la vera liberazione dell’uomo». E il riscatto dei poveri deve far ascoltare la voce dei poveri.

La teologia della liberazione fu accusata di sostenere il marxismo in America Latina, ma qui ha avuto gioco facile Müller a concordare con Gutierrez che non è così, e che oggi nessuno considera rivoluzionaria la sociologia perché segnala quanto reddito va a pochi e quanto poco a tanti. «La sociologia no nè marxista». «Dopo la caduta del Muro, il capitalismo ha vinto il comunismo». E Sartorio ha ricordato che in novembre Müller aveva detto che «il capitalismo neoliberale è la vergogna del nostro tempo». «Papa Francesco mi ha detto: già, tu sei della teologia della liberazione». Di certo Müller e Gutierrez insieme hanno ora pubblicato “Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa” (ed. San Paolo-Emi).

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