maria ha scelto la parte migliore …

 

 

il commento di p. Maggi al brano evangelico di domani 21 luglio,16° domenica del tempo ordinario: Lc 10,38-42

MARTA LO OSPITO’. MARIA HA SCELTO LA PARTE MIGLIORE 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Quando leggiamo il Vangelo dobbiamo evitare il rischio di, e in passato è accaduto, di interpretare i brani secondo la nostra mentalità occidentale. Oggi abbiamo il brano conosciuto di Marta e Maria, che è sempre stato interpretato come l’elogio di Maria, la vita contemplativa, a discapito della povera Marta, la vita attiva.
Quindi come se ci fosse una élite di persone che possono scegliere una vita contemplativa, mentre la gran parte delle persone rimane in una vita di lavori quotidiani.
Nulla di tutto questo. Vediamo il brano, capitolo 10 di Luca, dal vers. 38. “Mentre erano in cammino”, il cammino è verso Gerusalemme dove Gesù si va a scontrare, “egli entrò in un certo villaggio”. Qui l’evangelista nota il contrasto: mentre essi erano in cammino, Gesù e i suoi discepoli, solo lui entra in un villaggio. Perché i discepoli vengono lasciati fuori?
Perché i discepoli hanno ancora una mentalità per cui non riescono a comprendere la novità portata da Gesù , la novità che Gesù vuole portare proprio nel villaggio. Quando nei Vangeli abbiamo il termine ‘villaggio’ è sempre in senso negativo; il villaggio è il luogo della tradizione, è il luogo del passato, è il luogo dove le novità vengono viste con sospetto. Quindi ogni volta che troviamo il villaggio è sempre un ambiente negativo di ostilità o incomprensione verso il messaggio di Gesù.
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“Ed una donna di nome Marta”, il nome Marta in aramaico ha un significato che è tutto un programma, “signora/padrona della casa”, “lo ospitò”, quindi la casa è la sua. “Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore”, ecco, questo fatto di stare seduta ai piedi del Signore non va interpretato in una concezione occidentale come segno di contemplazione, di adorazione.
Nulla di tutto questo; nella casa Mediorientale, nella casa palestinese non esistono le sedie, si sta seduti per terra, allora essere seduti ai piedi di qualcuno significa ‘ascoltarlo, accoglierlo’. Ad esempio c’è s. Paolo che dice che è stato istruito “ai piedi di Gamaliele”, oppure nel Talmud si dice “sia la tua casa un luogo di convegno per i dotti; impolverati della polvere dei loro piedi e bevi con sete le loro parole”.
Qui l’atteggiamento di Maria non è né di adorazione, né di contemplazione. Accoglie Gesù e ascolta il suo insegnamento. E’ l’atteggiamento della discepola nei confronti del maestro. “E ascoltava la sua parola”, il termine ‘parola’ è Logos in greco e significa non soltanto un insegnamento occasionale, ma tutto il messaggio di Gesù.
“Marta invece era distolta per i molti servizi”. E’ normale nella tradizione ebraica che la donna sia confinata in cucina, è l’uomo che fa gli onori di casa. La donna no, è invisibile e fa i molti servizi. Maria è stata capace di trasgredire il tabù della religione e della morale e fa il ruolo proprio del maschio e questo Marta non lo sopporta.
“Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla …»”, quindi Marta rimprovera Gesù per la libertà che si è presa la sorella. E notiamo come qui tutto per Marta è centrato su sé stessa. “«… MIA sorella, MI abbia lasciato da sola a servire? Dille dunque che MI aiuti»”, è imperativo, non è una richiesta.
Mia sorella, mi abbia, mi aiuti … tutta centrata su se stessa. E’ la perfetta osservante, la perfetta obbediente delle regole, che però si permette di giudicare la condotta degli altri. Quindi incolpa Gesù dell’assenza della sorella.
Ma Gesù a sua volta rimprovera Marta. “Ma il Signore rispose: «Marta, Marta …»”, quando c’è il raddoppio di un nome o di un termine, ha sempre un significato di rimprovero, come quando Gesù dice “Gerusalemme, Gerusalemme” e pianse su Gerusalemme. “«… tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno»”. Qual è questa unica cosa di cui c’è bisogno?
Ce lo dice Gesù. “«Maria ha scelto la parte buona»” – letteralmente – “«che non le sarà tolta»”. Che cos’è che non può essere tolto ad una persona e perché Maria l’ha scelto? Maria ha scelto di ascoltare il messaggio di Gesù; ebbene il frutto del messaggio di Gesù in chi lo accoglie è un crescendo traboccante di libertà, ma non un libertà che viene data, perché la libertà che viene data poi può essere anche tolta, ma una libertà che è frutto di una conquista interiore.
Anche a scapito – come abbiamo visto qui – del rimprovero e dell’incomprensione degli altri. Quando la libertà è frutto di una conquista interiore nessuno la potrà più togliere. Questa è la parte buona che Gesù elogia in Maria e che invita tutti quanti ad accogliere.

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