a proposito del ragazzino gay suicida

 

micino primaverile

ha fatto giustamente parlare e riflettere molto la notizia del ragazzino quattordicenne suicida perché denigrato e incompreso socialmente e familiarmente, incapace quindi di gestire in totale solitudine le incertezze della sua dimensione sessuale

trovo opportune queste indignate domande e riflessioni preliminari, che attendono certo ulteriori e più pacati approfondimenti, che ho trovato nel blog ‘cor-pus’:

  sessualità obbligata, sessualità deviata 
 .

quando leggo di un ragazzo di 14 anni che si uccide perchè si sente gay e gli altri lo classificano come tale, vorrei gridare: chi in tutta onestà non ha sentito a quell’età in certi momenti di poterlo essere?

chi mette in testa agli adolescenti di oggi che si vive incasellati dentro categorie invalicabili?

chi propaga questa idea di sessualità incanalata, obbligata, rigida, predefinita?

in una parola, deviata?

i veri deviati sessuali sono loro, questi etero obbligati.

* * *

lo fanno sia coloro che ritengono di dovere ostentare la loro virilità perseguitando chi esprime un modo di essere maschile diverso dal loro.

ma lo fanno anche coloro che sono pronti a incasellare come cosa propria qualunque incertezza, curiosità, crisi di fiducia, che a 14 anni sono cosa del tutto comune.

* * *

chi dirà ai ragazzi d’oggi la verità sul sesso, cioè sulla loro stessa identità?

anche sessualmente, ognuno di noi è un unicum, e poveretti coloro che perdono la loro unicità prima ancora di cominciare a viverla pienamente, per correre a incasellarsi nelle definizioni senza fantasia che porteranno soltanto noia a loro e a chi si avvicinerà a loro…

vivere e costruire la propria identità sessuale è una sfida da vincere in modo creativo.

 

 

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