una tragedia e … tante chiacchiere

IL CICLONE FA STRAGE IN SARDEGNA, 16 MORTI E UN DISPERSO. 2.700 SFOLLATI, STATO D’EMERGENZA. POLEMICA SULL’ALLARME

Ciclone

 

Isola in ginocchio, in 24 ore pioggia di 6 mesi. Colpite Olbia e il Nuorese. Trovato vivo un disperso. Vittime in auto e cantine. Governo, 20 milioni per emergenza. Letta sul posto: ‘Stato c’è e fa il massimo’. Aiuti, si muovono Ue e Papa. Sfollati: ‘Nessun avviso’. Gabrielli: ‘Falso’. Orlando: ‘Allarme 12 ore prima’.

Sono 16 i morti provocati dal ciclone che ha investito il nord-est della Sardegna. Tra le vittime due bambini. Un disperso. Olbia e Torpe’ le zone piu’ colpite. “Sono circa 2700 le persone fuori casa ospitate in strutture o da parenti”. In 24 ore caduta la pioggia di sei mesi. Il CdM decide lo stato di emergenza, Letta parla di tragedia nazionale. E si reca a Olbia. Stanziati 20 milioni. Il prefetto Franco Gabrielli: tanta acqua quanta in 6 mesi. Polemiche per il funzionamento della Protezione Civile. “Il sistema di allertamento nazionale ha fatto il suo dovere” e “chi ha lanciato false accuse ne risponderà”, ha detto il capo della Protezione civile in conferenza stampa. In base alla classificazione dei livelli di criticità, le previsioni del maltempo erano ritenute dagli esperti, di ”massimo rischio”», ha spiegato nelle sue comunicazioni alla Camera il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Previsioni che comprendevano l’esondazione dei corsi d’acqua e “fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento”, associati a inondazioni. “I possibili effetti associati a tale evento – ha detto il ministro dell’Ambiente – prevedono possibili perdite di vite umane e danni alle persone, oltre che allagamenti e danni a locali

dopo un primo momento di quasi silenzio e sottovalutazione del fatto (nessun giornale ha ritenuto di doverci aprire come notizia di primissimo rilievo) è scoppiata una di quelle giornate in cui si è parlato molto e tutti hanno detto di tutto ( si sono perfino sentiti membri autorevoli del pdl inveire contro i condoni!), meno che prendere coscienza che il territorio ha bisogno di un’altra politica: così amaramente commenta M. Serra:

Come sono noiosi i commenti alle catastrofi italiane, identici da anni, da decenni: l’incuria del territorio, il dissesto idrogeologico, la cementificazione demente… Si potrebbero scrivere con il “copia e incolla”, magari aggiungendo qualche nota peggiorativa sul riscaldamento causato dai gas serra, altra piaga arcinota e arcimaledetta, e vanamente medicata da quei congressi-placebo nei quali le potenze industriali giurano solennemente che in un paio di secoli ridurranno del niente per cento le emissioni nocive. La verità è che, seppelliti i morti, è comodo e conveniente lasciare che le cose continuino come prima. Ai vivi serve dimenticare in fretta e ritornare ai propri piccoli interessi quotidiani, ai soldi da guadagnare, alle delibere da firmare per fare contento chi ti ha votato. Un paio di anni fa il sindaco di un piccolo paese lombardo decise che il territorio del suo comune non poteva più permettersi un solo metro quadrato di cemento. Finì su tutti i giornali, come se avesse preso una decisione straordinaria, rivoluzionaria. Era, semplicemente, una decisione saggia e lungimirante. Lo si capirà, purtroppo, solo quando le catastrofi assumeranno dimensioni genocide. Pensarlo è triste. Ma è realistico.

Da La Repubblica del 20/11/2013.

 

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