un bel corteo per dire no all’intolleranza e al razzismo

un grande corteo, soprattutto bello, pieno di vita sinta ma anche di volontà di dialogo e di confronto sia con una politica e con una cultura che li accoglie, ma anche con una politica che li tollera o li respinge (sono totalmente falsi  i titoli de ‘il Giornale’ che presentano il corteo come uno snodarsi di odio e volontà di guerra)

il grande corteo

 

guarda il video

 

alla manifestazione, guidata dal presidente dell’associazione nazionale dei Sinti Davide Casadio, circa 400 persone, tra cui anche i senatori Pd Luigi Manconi e Sergio Lo Giudice, la deputata Dem Sandra Zampa, i centri sociali, tra cui Hobo, e gli attori Ivano Marescotti e Alessandro Bergonzoni

 L’Inno di Mameli eseguito con violini e chitarre,

rom-sinti-675

svariati cartelloni con su riportati gli articoli della Costituzione, bandiere della pace e subito la deposizione di una corona nell’area dell’ex campo nomadi di via Gobetti il 23 dicembre 1990 la banda della Uno Bianca sparò contro le roulotte uccidendo due persone e ferendone altre. E’ iniziato così il corteo nazionale dei Rom e Sinti che stamattina ha sfilato a Bologna, fino a piazza XX Settembre.

http://nr.news-republic.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=41846496#.VVjD3E6HbS0.mailto

Alla manifestazione, guidata dal presidente dell’associazione nazionale dei Sinti Davide Casadio, circa 400 persone, tra cui anche i senatori Pd Luigi Manconi e Sergio Lo Giudice, la deputata Dem Sandra Zampa,

Manconi

il capogruppo Pd del Comune di Bologna Claudio Mazzanti, l’assessore comunale al Welfare Amelia Frascaroli, alcuni esponenti di Sel, dell’Altra Emilia Romagna, i centri sociali tra cui Hobo e gli attori Ivano Marescotti e Alessandro Bergonzoni. Sul palco per gli interventi in piazza XX Settembre anche l’ex direttore della Caritas di Bologna Don Giovanni Nicolini.

Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta ‘contro il razzismo dello stato, basta ruspe e sgomberi. Casa, lavoro, scuole per tutti’.

contro il razzismo

‘Se mi riconosci mi rispetti’ è lo slogan che ricorre su altri cartelli. “Sono qui a nome del presidente del Sanato Grasso – ha detto Manconi – per portare la nostra solidarietà affinché si affermi che nessuna minoranza può essere perseguitata o discriminata come rischia di essere la minoranza Rom e Sinti”. “Quale oblio e cattiva memoria ha chi parla di spianare i campi” ha aggiunto Manconi, prendendo la parola del palco in piazza e rimarcando che “i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno”. Manconi ha poi citato una frase di una canzone di Claudio Lolli “‘oggi ho visto gli amici zingari felici in piazza Maggiore’ – ha detto – questo è quello che posso dire di aver visto oggi”.

A distanza, su via Marconi sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine, la contro-manifestazione di Forza Nuova che, cartelli e tricolore alla mano, ha stazionato lungo il ciglio della strada mostrando cartelli sui cui si leggevano frasi come ‘ti ammali…e io pago’, o ‘accendi la luce e io pago’, per chiedere, in sostanza, che si smetta di spendere soldi pubblici per contribuire ai consumi e alle utenze dei campi nomadi.

Per ribadire la necessità di chiudere i campi è arrivata in città anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha puntato il dito contro “il buonismo” delle politiche a sostegno di Rom e Sinti (http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2015/05/16/bologna-partito-corteo-di-rom-e-sinti_c898a9bd-326e-4ed2-9c15-7f79ed972293.html). In opposizione al corteo di Bologna anche la Lega Nord che ha ribadito le sue posizioni in una conferenza stampa nel cortile di Palazzo D’Accursio e Forza Italia che farà un banchetto nel pomeriggio in piazza Galvani. Sulla manifestazione battuta a distanza del leader del Carroccio Matteo Salvini: “Oggi Bologna, tra le altre eccellenze che può offrire la città, ospiterà la manifestazione nazionale dei Rom e dei Sinti, che ovviamente protestano contro l’emarginazione, contro la gente brutta e cattiva che non gli vuole bene, contro la Lega. Questa ostilità è inspiegabile. Perché la gente non vuole avere il campo rom davanti casa che è un luogo di festa, di gioia, di integrazione, di scambio culturale?”.

bandiera

così Silvia De Santis su l’Huffington Post:

  manifestazione dei Sinti italiani contro le discriminazioni degli italiani “Sono più di 100 anni che veniamo discriminati”   

“Sono più di cento anni che subiamo discriminazioni. I messaggi diffusi dalla Lega Nord e dai politici di estrema destra non sono molto diversi da quelli di Hitler e i nazisti. Se andassero al potere, non esiterebbero a ripetere le persecuzioni che già ci sono state nella storia”. Davide Casadio, presidente dell’Associazione Nazionale Sinti italiani, e le comunità che rappresenta hanno deciso di scendere in piazza a Bologna per manifestare contro le discriminazioni subite dal popolo di cui sono anch’essi parte, quello italiano.

ghetti

Inno di Mameli accompagnato da chitarre e violini e articoli della Costituzione stampati su cartelli. Qualche centinaio di persone, tra sinti, rom e studenti, hanno marciato in difesa delle minoranze e contro la xenofobia. Data e luogo per questo appuntamento nazionale – il primo dopo 25 anni – non sono casuali: il 16 maggio 1944, infatti, i prigionieri sinti si ribellarono nel campo di concentramento di Birkenau; nel 1990, invece, la banda della Uno Bianca uccise a Bologna una coppia sinti che dimorava nel campo nomade di via Gobetti (punto di partenza del corteo di oggi). Persero la vita Rodolfo Bellinati e Patrizia della Santina. Al funerale ci andarono in pochi. La città non riservò alle vittime il caloroso abbraccio di altre occasioni. Fecero la loro parte l’indifferenza sociale e il pregiudizio, quello contro cui combattono ancora i sinti italiani.

“La cosa che fa più male è quando i nostri bambini non vengono invitati alle feste di compleanno dei loro compagni e capisci che, in realtà, l’ostilità viene dai genitori” racconta Manuel, 40 anni, padre sinti e mamma rom, oggi commerciante d’auto a Vicenza. “Preferisco non apparire in video, perché potrei perdere alcuni clienti” spiega. “In famiglia è già successo. Mio cugino ha lavorato vent’anni come orafo. Poi un giorno, all’improvviso, il titolare del negozio l’ha mandato via perché aveva letto sul giornale che un uomo con il suo stesso cognome aveva commesso un furto”

 
Tre cartelli avanzano in corteo e recitano gli articoli 2, 6 e 34 della Costituzione, mentre la musica tzigana fa da sottofondo alla marcia per i diritti. “Noi vogliamo solo scuola, lavoro e sanità. Non è vero che occupiamo le case come vogliono far credere Salvini e company. Chiediamo solo delle microaree da acquistare a spese nostre, dove poter posizionare le nostre giostre” dice Vladimiro Torre, presidente dell’Associazione Them Romanò di Reggio Emilia.

“Sono i rom che fin dai tempi del Medioevo hanno portato in giro per il mondo lo spettacolo viaggiante. Siamo stati noi a inventare le giostre e ne siamo orgogliosi. Lavoriamo come tutti gli altri cittadini e per questo vogliamo essere trattati come tali. Non siamo ospiti” rincara Casadio.

Maria è forse l’unica donna sinti presente al corteo. Ha 76 anni e non ha più figli da crescere. Le altre donne sono rimaste a casa ad accudire i bambini mentre i mariti prendevano il bus da Padova, Vicenza, dall’Alto Adige per far sentire la propria presenza a Bologna.
Da Mirandola, Maria è arrivata con uno stuolo di fratelli e suo figlio, che è diventato un pastore evangelico. Dall’alto della sua età “non ho mai capito perché ci discriminano”. dice “È cosi da quando sono nata. Ma il Signore mi è sempre stato vicino. Avevo il vizio del fumo e me l’ha tolto. Quello del bere, e mi ha portato via anche quello. Sono felice di essere arrivata fin qui”.

Il corteo si è concluso in piazza XX settembre, nei pressi della stazione ferroviaria. Sul palco, per le istituzioni, c’era la deputata Pd Sandra Zampa e il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione parlamentare straordinaria per i diritti umani:
“Oggi nell’aria del Paese c’è un certo odio – ha detto – Non qui, ma fuori. Credo di sapere da dove nasce quest’aria di odio: dall’oblio, dalla smemoratezza, dalla cattiva memoria di tanti su ciò che siamo stati. Solo chi dimentica ciò che siamo stati può odiare i sinti e i rom. Ma qualcosa sta cambiando. La violazione di un diritto di uno di voi è una violazione del popolo italiano”.

hanno voluto esprimere la loro solidarietà alla manifestazione dei sinti e dei rom anche gli amici di questo popolo che secondo un’ottica di fede cristiana e dopo una lunga frequentazione e rapporto amicale con esso ritengono di apprezzare e individuare anche in esso qualità  e valori altamente positivi e doni e tracce della presenza di Dio, come in popolo e cultura (U.N.P.R.eS.)amici unpres

 

 

 

 

 

 

image_pdfimage_print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.