“ma mi faccia il piacere”

credere di far bene
la rubrica arguta e brillante del lunedì di M. Travaglio su ‘Il fatto quotidiano’:

TotoAutoscatto. “Lo scatto che si attende dal Cavaliere” (Piero Ostellino, Corriere , 17-8). Quello delle manette? Basta. “Letta: basta Europa del rigore” (a Repubblica, 18-8). Giusto: vogliamo l’Europa del calcio d’angolo. Libertà. “Lo scatto “De Gregori massacra i democratici e poi canta alla sua festa (per soldi)”(Libero,18-8 sulla partecipazione del cantautore alla festa del Pd di Modena). Finalmente chiarito il significato della testata “Libero”: dalla grammatica e dalla sintassi. Giustizia. “Referendum sulla giustizia. I Radicali raccolgono le firme in carcere” (Corriere della sera, 18-8). Quelli a piede libero, evidentemente, non firmano. Tutto vero. “Il Pd assomiglia a Mussolini: vuole far tacere gli avversari… Sperano di liquidare Berlusconi condannandolo al silenzio come il Duce fece con Gramsci” (Paolo Guzzanti, il Giornale, 17-8). Poi squilla la sveglia.

Coppi&Ghedini al cubo. “Muore l’avvocato Vergès, il difensore degli indifendibili. Il controverso legale ebbe tra i clienti Klaus Barbie e Carlos lo sciacallo. Scrisse saggi garantisti” (il Giornale, 17-8). Povero B., non gliene va più bene una.

Cervelli in fuga. “Con la condanna di Silvio rischiamo fughe all’estero. A preoccupare molti italiani non è la sorte personale dell’ex premier, ma la violazione della democrazia e della libertà. Così aumenta la sfiducia e la voglia di lasciare l’Italia” (Maurizio Belpietro, Libero, 17-8). Ecco cos’erano quegli assembramenti umani sulle coste siciliane.

Il Meeting della Sfiga tra i Popoli. “Enrico Letta è un amico da sempre” (Emilia Guarnieri Smurro, fondatrice del Meeting di Cl a Rimini, la Repubblica, 17-8). L’aveva già detto di Andreotti, Martelli, De Mita, Craxi, Cossiga, Monti, Passera. Avanti un altro.

Nun ce lassa’. “Una sentenza ingiusta non cancellerà un leader” (Giuliano Ferrara, il Giornale, 18-8). Non s’interrompe così uno stipendio.

Fantacalcio. “La partita di Berlusconi. Sempre in gioco” (il Giornale, 15-8). Detenuti contro secondini, nell’ora d’aria.

IRagazzi dello Zoo di Arcore. “L’ex ministro Rotondi: ‘Scelto il nome del delfino’” (Libero, 18-8). Dopo i caimani, i falchi, le colombe, i pitoni, le pitonesse e il cane Dudù, mancava solo il delfino. Urge riabilitare Caligola.

Se son Rosi fioriranno. “Francesco Rosi & Roberto Saviano. Il regista incontra lo scrittore che ne ha seguito le orme” (la Repubblica, 18-8). A sua insaputa.

Marina Mercantile/1. “Il passo indietro di Marina: ‘Mai pensato alla politica’” (la Repubblica, 14-8). Se è per questo, nemmeno suo padre.

Marina Mercantile/2. “Marina Berlusconi titolare di società off-shore: un tesoretto confezionato dall’avvocato Mills” (l’Espresso, 15-8). Non c’è niente da fare, è più forte di loro: ce l’hanno nel sangue.

Agibilità. “Silvio Berlusconi tiene aperte tutte le strade. E continua a vagliare le diverse ipotesi sul tavolo per capire quale possa essere la strada maestra per provare a garantirsi la cosiddetta ‘agibilità politica’” (il Giornale, 13-8). “A Locarno vanno in scena i deliri dell’ultimo brigatista. Nel film ‘Sangue’ recita Giovanni Senzani, killer mai pentito di Roberto Peci” (il Giornale, 14-8). Gli hanno semplicemente garantito la cosiddetta “agibilità cinematografica”.

Fiducia. “Di Napolitano ci si può fidare” (Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme, Libero, 15-8). Lo diceva anche Bersani.

Imbecilli. “Il mio Pd? E’ guidato da dirigenti imbecilli. Mi vergogno” (Vincenzo de Luca, sindaco di Salerno e viceministro delle Infrastrutture, Libero, 13-8). Basti pensare che quegli imbecilli hanno persino candidato Vincenzo De Luca a sindaco di Salerno e poi l’hanno nominato viceministro delle Infrastrutture.

Da Il Fatto Quotidiano del 19/08/2013.

ancora sugli f-35 inservibili, insicuri e costosi

 

sugli f-35 , costosissimi quanto inservibili e insicuri un interessante e godibile articolo di fondo di M. Travaglio sul Fattoquotidiano

L’aula sorda e grigia (Marco Travaglio).

 

scuola-e-f35 Com’è noto i cacciabombardieri F-35 sono inutili, ma sarebbero uno spreco anche se fossero utili. Pare infatti che queste carcasse volanti cappòttino da ferme. Tant’è che Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Australia e Turchia hanno già rimesso in discussione il progetto. Noi no, anzi. L’8 aprile 2009, due giorni dopo il terremoto in Abruzzo, mentre si raccoglievano 300 vittime, si soccorrevano migliaia di feriti e il governo Berlusconi faceva passerella sulle macerie senza trovare un euro per ricostruire L’Aquila, le commissioni Difesa di Camera e Senato votavano il via libera per l’acquisto di 131 F-35 (poi ridotti a 90) al modico costo di 15 miliardi. Nessun voto contrario: l’impavido Pd, anziché opporsi, uscì dalla stanza e non partecipò al voto, in linea con il suo programma scritto direttamente da Ponzio Pilato (a parte la senatrice Negri che, in un soprassalto di coraggio, restò dentro e si astenne). Ora però il Parlamento è infestato di marziani, i famigerati grillini, che con Sel fanno quel che il centrosinistra non ha mai fatto: opposizione. E il Pd, non abituato, si barcamena. Memorabile la mozione bipartisan dell’altro giorno per il solito rinvio, che impegna il governo “relativamente al programma F-35, a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito, ai sensi della legge 244/2012”. Una supercazzola che non vuol dire nulla, vista la maggioranza bulgara del governo che procede per decreti e fiducie. Ma la sola idea che il Parlamento torni a esistere e a dire qualcosa “nel merito”, ha fatto saltare la mosca al naso di Sua Altezza Reale Giorgio Napolitano, descritto dai giornali come “molto irritato” per la lesa maestà commessa dalle Camere nei confronti suoi e della nostra sovranità limitata dagli Usa.

Così il Re Bizzoso ha riunito il Consiglio Supremo di Difesa, di cui s’erano perse le tracce da tempo, solitamente dedito a tornei di burraco e canasta fra generali in pensione e signore, con i camerieri in uniforme e mostrine che servono il vermut con l’olivetta, e ha diramato un supermònito categorico e impegnativo per tutti: “la facoltà del Parlamento” riconosciuta dalla legge 244/2012 “non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’esecutivo”. Cioè: nel 2012 il Parlamento fa una legge, la 244, promulgata da Napolitano, per raccomandare un risparmio sulle spese militari e stabilire che quelle “straordinarie” devono passare dal Parlamento, così come le ordinarie che completino “programmi pluriennali finanziati nei precedenti esercizi con leggi speciali”. Non solo: spetta alle Camere l’ultima parola sulle spese militari in base alla situazione internazionale e alle disponibilità finanziarie dello Stato, per evitare “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Proprio il caso degli F-35. Ma Napolitano, che si crede il capo del governo, dei giudici e ora pure del Parlamento, fa dire alla legge il contrario di quel che dice e la usa per esautorare le Camere, già peraltro ridotte a fotocopiatrici dei diktat di Palazzo Chigi, cioè del Colle. Ce ne sarebbe abbastanza per un conflitto di attribuzioni fra le Camere e il Quirinale contro questo golpetto senza carri armati. Ma i due camerieri del Colle che le presiedono non alzano neppure un sopracciglio. E Fantozzi-Franceschini ringrazia il Presidente per il “giusto richiamo alla separazione dei poteri”: solennissima vaccata, visto che il Consiglio Supremo di Difesa non è un potere dello Stato, ma un organo consultivo-esecutivo di norme decise da altri (in teoria, dal legislativo). Una domanda, a questo punto, sorge spontanea: visto che ormai il Presidente decide pure il nostro menu al ristorante e il colore dei nostri calzini, per raggiungere l’agognato presidenzialismo che bisogno c’è di riformare la Costituzione? Ma soprattutto: quale Costituzione?

 

 

DEI DELITTI E DELLE PENE (Marco Travaglio)

in questi giorni, prima e dopo la condanna di Berlusconi è stato scritto di tutto e nel modo più scorretto, ingiurioso e demagogico contro le tre giudichesse di Milano

credo siano poche le pagine che sanno stare ai fatti senza manipolarli politicamente come quelle che non da ora scrive Travaglio: fra le moltissime, anche questa:

(vedi link qui sotto)

DEI DELITTI E DELLE PENE (Marco Travaglio).