tutto è destinato a passare – ciò che resta è la carità (1 Cor. 13,13)

pietra su pietra


da AltraNarrazione

«La preghiera è tanto più viva quanto più prendiamo coscienza che il luogo dei cristiani è soprattutto tra i poveri, gli oppressi, coloro che subiscono l’ingiustizia o soffrono per amore della giustizia»

Frei Betto, lettera dalla prigione, 12 maggio 1970

 

«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta» (1).

Delle strutture che militarizzano, degli orari che escludono, dei programmi pastorali che inaridiscono, non resterà nulla.

Delle carriere ecclesiastiche, dei dibattiti lontani dalla prassi, della liturgia senza condivisione e fraternità,  non resterà nulla.

Della dottrina elaborata dagli uomini, degli adempimenti degli ipocriti, della rigidità scambiata per fedeltà,  non resterà nulla.

Dei privilegi legati al ruolo, degli ossequi dei sottoposti, della predicazione calata dall’alto, non resterà nulla.

Dei paramenti sacri ricamati, dei marmi lucidati, dei calici d’oro, non resterà nulla.

Della esegesi senza Misericordia, della teologia senza Profezia, delle opere senza affidamento alla Grazia, non resterà nulla.

Mentre ogni parola pregata in confidenza, ogni speranza dell’oppresso nella liberazione di Cristo, ogni carità ai poveri rimarrà. In eterno.

«Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!» (1Corinzi 13, 13)

(1) Vangelo di Luca 21, 6

se sei povero … ti tirano le pietre!

mendicante

il modello consumista attuale sostiene la ‘cultura dello scarto’…. e la conseguente criminalizzazione del povero, come dice papa Francesco

La carità è sempre molesta

Nuove norme “nei confronti di comportamenti che, a mio avviso, hanno rilievo penale, come l’accattonaggio molesto o la carità molesta”

È quello che ha promesso il ministro dell’interno, Angelino Alfano, al termine della riunione del Comitato per la sicurezza che si è riunito a Roma. “Dopodomani incontrerò il presidente dell’Anci, Piero Fassino, per fare insieme una legge contro il degrado urbano e sulla sicurezza delle città”.

Degrado e sicurezza per chi? Secondo l’Istat le persone senza dimora in Italia sono circa 47.600, cioè lo 0,2 per cento della popolazione iscritta presso le anagrafi. A Roma, secondo una stima effettuata nel 2011, sono 7.800, di cui 2.760 trovano riparo durante l’inverno presso centri di accoglienza notturna del comune, di parrocchie, istituti religiosi e associazioni di volontariato. Circa 2.500 persone non trovano riparo per la notte e altre duemila vivono in alloggi di fortuna. A febbraio, dopo alcune giornate di pioggia, i vigili hanno dovuto portare in salvo le persone che dormivano sotto i ponti e lungo gli argini del Tevere. Dov’è il necessario decoro per queste persone?

La sicurezza? Sempre secondo Alfano, nel 2014 a Roma si sono registrati cinquemila reati in meno rispetto all’anno precedente. Eppure la scorsa notte, nel centro di Roma, un senzatetto italiano di 48 anni è stato aggredito da un gruppo di giovani, non ancora identificati, che lo hanno mandato in ospedale con un trauma facciale. Senza motivo. Dorme spesso sui gradini della chiesa di San Calisto, a Trastevere: la sua storia ricorda quella del giovane somalo bruciato e ucciso nel 1979 vicino a piazza Navona, o quella del cittadino indiano a cui hanno dato fuoco nel 2009 mentre dormiva su una panchina della stazione di Nettuno.

Sono aggressioni che non hanno smosso legislatori o ministri. Se per accattonaggio molesto Alfano intendeva i borseggi, non c’è bisogno di nuove figure di reato: il furto con destrezza è già presente nel codice penale.

mendic

La carità è sempre molesta, perché vedere la povertà importuna la nostra coscienza, ci impedisce di tornare a casa tranquilli, ci mette davanti alcune domande scomode. E intanto nessuno ha chiesto scusa agli accattoni per chi, nel Capodanno del 2013, è andato a letto augurandosi un anno “pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso e magari con qualche bufera di neve”

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