non esistono crimini di guerra, la guerra è un crimine

il crimine della guerra
di Tonio Dell’Olio in ‘Mosaico dei giorni’
Lo “ius in bello” è l’insieme delle leggi che regolano il corretto svolgimento dei conflitti come se la guerra fosse una nobile arte cavalleresca che necessita solo di un arbitro. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja, tanto invocato in questi giorni, è previsto dallo Statuto di Roma. Basta però scorrere la lista dei Paesi aderenti allo Statuto di Roma per rendersi conto che nessuno dei protagonisti della guerra in corso in Europa vi ha aderito. Né Russia, né Ucraina e nemmeno Usa. Ma il problema serio è che il compito della Corte sarebbe di perseguire i “crimini di guerra” come se la stessa guerra non fosse un crimine, un genocidio, una strage continua di civili. E facciamo bene a indignarci e ad alzare la voce contro ciò che è stato provocato a Bucha ma in questo modo passa in secondo piano che la guerra è tutta un crimine. Come si fa a condannare quelle morti e quelle torture e a tollerare i bombardamenti delle città con la morte conseguente di un numero altissimo di persone? È tollerabile solo perché ci viene mostrato come un obiettivo inquadrato nel mirino o come il crollo di un palazzo? I fatti di Bucha dovrebbero costituire una sorta di esame istologico per verificare l’estensione delle metastasi del crimine, ovvero condannare la guerra e non solo gli autori del crimine di Bucha. Non esistono crimini di guerra, la guerra è un crimine. E come tale deve essere dichiarata fuorilegge, espulsa dalla storia, non considerata tra le possibilità da praticare, ripudiata.
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