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la stampa italiana e il monsignore gay

caso Charamsa

ecco tutti i commenti dei media

(non solo cattolici)

di Giovanni Bucchi

Caso Charamsa, ecco tutti i commenti dei media (non solo cattolici)

C’è il low profile di Avvenire, la derubrucazione a notiziola di seconda fascia di Famiglia Cristiana, il roboante titolo di apertura del Corriere della Sera (“Teologo gay, un caso mondiale”) che gonfia il petto per l’intervista esclusiva, quindi le informate analisi di Andrea Tornielli su La Stampa. Il giorno dopo lo scoop, l’outing di monsignor Krzysztof Olaf Charamsa, il 43enne teologo polacco che alla vigilia del Sinodo sulla famiglia ha annunciato urbi et orbi la sua omosessualità e di avere un compagno, tiene banco sui media italiani.

I TRE GIORNALONI

Dei tre principali quotidiani, solo il Corriere dedica la prima pagina al teologo ormai ex ufficiale della Congregazione per la dottrina della fede. Il motivo è semplice: dopo la conferenza stampa di venerdì pomeriggio con i media polacchi, monsignor Charamsa ha concesso al giornale di via Solferino un’ampia intervista, la vera bomba a orologeria scagliata in Vaticano. C’è spazio, nel quotidiano diretto da Luciano Fontana, anche per un’ampia intervista firmata da Aldo Cazzullo all’ex presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini;  lapidario il suo commento sulla vicenda che, dice, gli ha suscitato “un’impressione di pena più che di sorpresa, soprattutto per il momento che ha scelto”. Tuttavia, sottolinea Ruini, “sul Sinodo non avrà alcun influsso sostanziale”.
Anche Repubblica dà spazio alla notizia, riportando in prima pagina la foto di monsignor Charamsa con il compagno Eduardo durante la conferenza stampa romana di ieri e puntando nel titolo sulla defenestrazione dagli incarichi vaticani. La Stampa invece, oltre a pubblicare un intervento di padre Enzo Bianchi dal titolo “Provocazione che non aiuta il Sinodo”, si affida al vaticanista Tornielli che svela – come fa anche l’editorialista del Corsera, Massimo Franco – la strategia di questa operazione mediatica. “La scelta del timing non poteva essere più indovinata: alla vigilia dell’apertura del Sinodo e con un libro già pronto con i dettagli della sua storia. È evidente la volontà di porre all’attenzione dei padri sinodali almeno due temi: quello del celibato sacerdotale e quello dell’omosessualità”. Tornielli aggiunge poi che “qualche giorno fa, Charamsa aveva pubblicato sul settimanale cattolico polacco di Cracovia, Tygodnik Powszechny, un lungo articolo critico contro i toni ‘omofobi’ di alcuni preti della Polonia, suscitando le ire dei vescovi di quel Paese. Intanto, già da qualche tempo aveva assicurato l’esclusiva del suo coming out a un settimanale polacco e negli ultimi giorni non era più andato al lavoro in Congregazione dandosi per malato”.

GLI ALTRI QUOTIDIANI ITALIANI

Dei quotidiani romani, solo il Messaggero decide di dedicare l’apertura al caso di monsignor Charamsa con il titolo “Preti gay, terremoto in Vaticano”, mentre il Tempo lo relega in un piccolo richiamo di spalla. L’Unità in versione renziana pubblica in prima un fotone con il Papa per annunciare l’apertura del Sinodo ricordando “la questione gay”, senza però alcun riferimento diretto alla vicenda; segno che il quotidiano diretto da Erasmo D’Angelis non ne vuole fare una bandiera. Nella stampa di centrodestra, il Giornale affida al giornalista cattolico di area ciellina Renato Farina l’articolo di punta sul tema dedicandogli l’apertura del giornale con titolo “Ciclone gay sul Sinodo”, mentre Libero parla di “Gay Pride in Vaticano” e interpella il giornalista cattolico paladino degli anti Bergoglio, Antonio Socci, per demolire il Sinodo di Papa Francesco. Chiudono il cerchio il Fatto Quotidiano con una foto in prima pagina e il Sole24Ore che invece non fa menzione della notizia in copertina, preferendo dare spazio all’intervento sul Sinodo del vescovo e teologo di area progressista monsignor Bruno Forte.

IL QUOTIDIANO DEI VESCOVI

Emblematico il trattamento riservato all’outing di monsignor Charamsa da parte di Avvenire. Il quotidiano dei vescovi italiani ne riporta un breve richiamo in prima pagina (senza fotografia) bollando il tutto come “Annuncio di un prete di Curia”, quasi a volere sminuire la portata della notizia. All’interno Gianni Santamaria firma due pezzi, entrambi nel taglio basso della pagina, parlando di “dichiarazioni choc” del teologo, puntando tutto sull’intervento del portavoce vaticano padre Federico Lombardi e spiegando come monsignor Charamsa “non pago dell’intervista”, poi ha convocato una conferenza stampa. Quindi riporta la Gazeta Wyborcza, quotidiano polacco, che “ipotizza che l’accaduto sia una reazione agli attacchi ricevuti in patria per un recente articolo di difesa degli omosessuali. E sostiene che sarebbe stato ‘onesto’ dichiararsi allora”. Sempre Santamaria di Avvenire intervista monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di Teologia Morale alla Pontificia Università Lateranense (quindi non una di quelle dove insegna don Charamsa) che usa parole molto nette: “Sorprende – dice infatti – che un ministro ordinato della Chiesa, il quale ben ne conosce la teologia, la tradizione e il magistero, riduca a scoop mediatico un problema abbastanza complesso e degno di intelligente attenzione come quello dell’orientamento e della relazione omosessuale”.

GLI ALTRI MEDIA DI AREA CATTOLICA

Nel suo seguito blog Settimo Cielo e pure nelle pagine da lui curate sul sito dell’Espresso, il noto vaticanista Sandro Magister fino a questa mattina non ha fatto menzione del caso Charamsa. Qualche attenzione gliel’ha dedicata il portale di Famiglia Cristiana, che però si è limitato a riportare la notizia della rimozione dagli incarichi vaticani. Tempi.it diretto da Luigi Amicone ha invece affidato ad Aldo Vitale un articolo con sei osservazioni, l’ultima delle quali invita la Chiesa e i cattolici ad essere “pronti a ri-accoglierlo”. Il Sussidiario, portale di area ciellino-carroniana, sceglie don Federico Pichetto, insegnante di religione a Rapallo, per intervenire sul tema. “E’ evidente – fa notare il giovane sacerdote – che esiste qualcuno – dal di dentro della curia romana – che proprio come ai tempi di Benedetto XVI tenta di sabotare la Chiesa, di pilotarla riducendone la portata sul mondo e sulla storia. Potenzialmente il dilagare di questi gesti clamorosi è più pericoloso dello stesso scandalo della pedofilia perché racconta di una fede che non regge l’umano, che lo soffoca, che lo comprime per farlo definitivamente scomparire”. Su La Bussola Quotidiana è invece il medico Renzo Puccetti a scriverne, con una conclusione insolita: “Intendo rivolgere a mons. Charamsa il mio personale ringraziamento per avere rivelato il suo conflitto d’interessi. Adesso tifo perché chi è nelle sue condizioni non continui a tradire la Chiesa”.