L. Boff definisce spaventosa e diabolica la figura di Bolsonaro

Brasile. Sotto il regno del diabolico

Brasile

sotto il regno del diabolico

 da: Adista Segni Nuovi n° 41 del 01/12/2018

Stiamo vivendo tempi politicamente e socialmente drammatici. Non abbiamo mai visto nella nostra storia odio e rabbia così diffusi, soprattutto attraverso i social-media. È stato eletto presidente una figura spaventosa (Jair Bolsonaro) che ha incarnato la dimensione dell’ombra e del represso del nostro passato. Ha contagiato molti dei suoi elettori. Questa figura è riuscita a tirar fuori il diabolico (che separa e divide) – che accompagna sempre il simbolico (che unisce e riunisce) – in modo così travolgente che il diabolico ha inondato la coscienza di molti e indebolito il simbolico al punto di dividere famiglie, far rompere con gli amici e liberare violenza verbale e fisica. In particolare, tale violenza è indirizzata contro minoranze politiche, che sono in realtà maggioranze numeriche, come la popolazione nera, gli indigeni, i quilombolas e persone di diverso orientamento sessuale.

Abbiamo bisogno di un leader o di un insieme di leader con un carisma capace di pacificare, di portare pace e armonia sociale: una persona di sintesi. Questi non sarà il presidente eletto, poiché manca di tutte queste caratteristiche. E in più, rafforza la dimensione dell’ombra, che è presente in tutti noi, ma che tutti noi controlliamo per civiltà, etica, morale e religione sotto l’egida della dimensione della luce. Gli antropologi ci insegnano che tutti siamo contemporaneamente sapiens e demens, o, nel linguaggio di Freud, siamo attraversati dal principio di vita (eros) e dal principio di morte (thanatos).

La sfida di ogni persona e di ogni società è fare in modo che queste energie, che non possono essere negate, si mantengano in equilibrio, ma sotto l’egemonia del sapiens e del principio di vita, altrimenti ci divoreremmo l’un l’altro.

Attualmente nel nostro Paese abbiamo perso questo punto di equilibrio. Se vogliamo vivere e costruire una società minimamente umana, dobbiamo rafforzare la forza della positività contrastando la forza della negatività. È urgente scoprire la luce, la tolleranza, la solidarietà, la cura e l’amore della verità che sono radicati nella nostra essenza umana. Come farlo?

I sapienti di umanità, senza dimenticare la saggezza dei popoli originari, ci testimoniano che esiste una sola via, quella ben formulata dal poverello di Assisi quando cantava: dove c’è odio porto amore, dove c’è discordia porto unione, dove c’è oscurità porto luce e dove c’è errore porto verità.

Soprattutto la verità è stata sequestrata dall’ex capitano (Bolsonaro), in un discorso di minacce e di odio – contrariamente allo spirito di Gesù – in cui ha trasformato la verità in una spaventosa menzogna e ingiuria. Qui si adattano i versi del grande poeta spagnolo António Machado:

«La tua verità, no: la verità. E vieni con me a cercarla. La tua tienila per te». La vera verità deve legarci e non separarci, perché nessuno ne ha il possesso esclusivo. Tutti noi partecipiamo di essa, in un modo o nell’altro, senza possederla.

A un ampio fronte politico in difesa della democrazia e dei diritti sociali, dobbiamo aggiungere un altro ampio fronte, di tutte le tendenze politiche, ideologiche e spirituali, attorno ai valori, in grado di tirarci fuori dalla crisi attuale.

Questo è importante: dobbiamo usare quegli strumenti che loro non possono mai usare: come l’amore, la solidarietà, la fraternità, il diritto di ognuno di possedere un pezzettino di Terra, della Casa Comune che Dio ha assegnato a tutti; di coltivare la com-passione con i sofferenti, il rispetto, la comprensione, la rinuncia a ogni spirito di vendetta; il diritto ad essere felici e alla verità trasparente. Come diritti fondamentali valgono le tre “t” (tierra, techo, trabajo) di papa Francesco: terra, casa, lavoro.

Dobbiamo attrarre i fedeli delle Chiese pentecostali attraverso questi valori, che sono anche evangelici, contro i loro pastori che sono veri lupi. Si renderanno conto che questi valori umanizzano e avvicinano al vero Dio che è al di sopra e all’interno di tutti, ma il cui vero nome è amore e misericordia, e non le minacce dell’inferno; e i fedeli si libereranno dalla schiavitù di un discorso che guarda più alla tasca delle persone che al bene delle loro anime.

L’odio non si vince con più odio, né la violenza con ancora più violenza. Solo le mani che si intrecciano con altre mani, solo le spalle che si offrono ai deboli, solo l’amore incondizionato ci permetteranno di creare, secondo le parole dell’ingiustamente odiato Paulo Freire, una società meno infelice dove non sia così difficile l’amore.

Ecco il segreto che farebbe del Brasile una grande nazione dei tropici, che potrebbe aiutare, nell’irrefrenabile processo di globalizzazione, a guadagnare un volto umano, gioviale, allegro, ospitale, tollerante e fraterno.

* Leonardo Boff è filosofo, teologo e scrittore, autore di numerosi saggi, tra i quali La preghiera di San Francesco: un messaggio di pace per il mondo attuale, Voices 2009.

* * Sant’Agostino e il diavolo, dipinto di Michael Pacher (olio su tavola, 1471-1475 ca.); foto [ritagliata] tratta da it.m.wikipedia.org, immagine originale e licenza – fonte: The Yorck Project

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