il commento al vangelo della domenica

TUTTO QUELLO CHE IL PADRE POSSIEDE E’ MIO

LO SPIRITO PRENDERA’ DEL MIO E VE LO ANNUNCERA’

commento al vangelo della domenica della ss. Trinità (22 maggio 2016) di p. Alberto Maggi:

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Gv 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:   «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.  Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Per la festa della Trinità la liturgia ci propone il vangelo di Giovanni, capitolo 16 dai versetti 12 al 15. Scrive l’evangelista: In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose…”, letteralmente “molto”, “ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.”
Cosa vuol dire Gesù? Che può comprendere il suo messaggio solo chi come lui è pronto al dono della vita. I discepoli ancora non sono capaci di donare la vita per gli altri. Questo vale anche per tutta la comunità dei credenti, per la crescita dei seguaci di Gesù. Si comprende il suo messaggio soltanto nella misura in cui si innalza il proprio livello d’amore, non verso Dio, ma verso gli altri.
Tanto più è l’amore verso gli altri tanto più è la comunicazione divina verso l’uomo. Ma è importante qui l’evangelista scrive: “ho ancora da dirvi”, cioè Gesù parla, parla realmente. Questo era tanto vero che nelle primitive comunità c’era per esempio Sant’Ignazio che nella lettera agli Efesini scrive “voi non fate caso a nessuno se non a Gesù messia che continua a parlare realmente”. Gesù continua a parlare. Continua a parlare nella liturgia eucaristica, continua a parlare attraverso i suoi profeti, occorrono orecchie e cuori che lo ascoltino.
E continua Gesù: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità…”. Questa verità viene nominata per ben tre volte. “… Vi guiderà a tutta la verità”. Lo Spirito Santo viene chiamato lo spirito della verità e guida a tutta la verità. Il tema della verità è molto caro all’evangelista. Gesù nella risposta a uno dei discepoli, a Tommaso, aveva detto: “Io sono la via, la verità e la vita”. Gesù è la verità, non ha la verità. Ed è importante.
Che cos’è questa verità nel vangelo? Non è una dottrina che si possiede, perché chi ha la verità, chi possiede una dottrina, inevitabilmente si separa da chi non la pensa come lui e si ritiene in diritto di giudicarlo. Questa verità si è e si fa.
E cosa significa essere e fare la verità? La verità non si esprime attraverso formule dottrinali, ma attraverso azioni con le quali si comunica vita gli altri. Essere nella verità significa essere in piena sintonia con il dinamismo d’amore del creatore, che ha cura della vita delle sue creature. “Vi guiderà a tutta la verità perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.”
Cosa significa questo annunzio di cose future? Non è una nuova relazione di Dio da parte dello Spirito, ma l’attualizzazione dell’unico stesso identico messaggio di Gesù in modi e forme nuovi per tutta la comunità.
La comunità cambia, la comunità muta, cresce, sorgono nuove necessità, sorgono nuovi problemi, ebbene l’azione dello Spirito farà comprendere, grazie al messaggio di Gesù, come andare incontro a questi bisogni. Quindi la garanzia dello Spirito presente nella comunità è che di fronte alle nuove esigenze, ai nuovi bisogni della comunità, si troveranno sempre nuove risposte. Non si devono dare le risposte vecchie, bisogna sempre essere capaci, grazie al messaggio di Gesù, l’unico messaggio di Gesù, di dare nuove risposte.
“Egli mi glorificherà”. Glorificare significa rendere ogni volta sempre più evidente l’amore di Gesù per i suoi. “Perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”. Quindi non un nuovo messaggio, ma la comprensione dello stesso. “Tutto quello che il Padre possiede è mio”. Quello che Gesù e il Padre possiedono è lo Spirito, la pienezza d’amore.
“Per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”. E il verbo annunziare è ripetuto per tre volte. Il significato di questo brano molto importante è che quello che è Dio e quello che è l’uomo non può essere conosciuto se non attraverso gradi di conoscenza e di esperienza sempre più profondi. C’è una di amore ricevuto e amore comunicato: tanto più grande è l’amore comunicato, tanto più grande è la possibilità di ricevere questo amore da parte del Padre.