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gli zingari … se non esistessero bisognerebbe inventarli!

Vorrei che gli zingari sparissero

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di Matteo Saudino*

Vorrei che per un mese sparissero tutti i rom presenti in Italia. Sarei curioso di vedere contro chi si scaglierebbero gli imprenditori della paura e gli sciacalli della politica per ottenere audience, voti e potere. Contro chi saranno diretti il nostro odio e le nostre paure per celare disoccupazione, salari bassi, tasse elevate, evasione fiscale, corruzione politica, speculazione finanziaria, criminalità organizzata, scarsa innovazione tecnologica, edilizia scolastica pericolante, malasanità?

In primis contro tutti i musulmani, poi contro i profughi, i migranti, gli ebrei, i gay, le prostitute, i poveri, gli anarchici, i giocolieri, gli atei, le persone con disabilità e alla fine, pur di non guardare con intelligenza la realtà complessa che vi è intorno a noi, saremo pronti ad indirizzare la nostra rabbia e ignoranza contro un’imminente invasione aliena. È la storia che drammaticamente si ripete uguale e diversa: il marginale come capro espiatorio utile per costruire consenso politico e per indirizzare il malcontento verso minoranze socialmente sgradite, senza che i veri problemi che affliggono i cittadini siano affrontati e risolti.

Chi in questi mesi sta seminando, attraverso ogni forma di media, odio politico e razziale è e sarà il principale responsabile del clima di intolleranza e violenza che si sta creando nelle nostre città e nelle comunità in cui viviamo; clima in cui i cittadini saranno sempre più duffidenti del prossimi e insicuri.

La Lega di Salvini è il fascismo del XXI secolo: con una mano appicca gli incendi e con l’altra si propone come il duro pompiere-sceriffo che spegnerà il fuoco e ripristinerà l’ordine. Un’ordine fondato sulla discriminazione etnica-religiosa e sulla violazione dei duritti umani. L’intelligenza e la violenza di tale progetto politico è pari alla stupidità e alla volgarità morale degli italiani che lo sostengono.

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In una democrazia seria e matura chi parla di ruspe contro campi nomadi ridendo e scherzando non troverebbe editorialisti pavidi e mediocri e giornalisti compiacenti. Quelle frasi e quelle magliette sono pietre lanciate contro chi ogni giorno prova faticosamente a costruire una società più giusta e integrata. Il diritto al razzismo e all’incitamento alla violenza non esistono, non sono libertà costituzionali. Essere silenti di fronte a tale barbarie significa essere complici.

 

P.s. Martedì 2 giugno a Roma due italiani hanno aggredito un rumeno e gli hanno tagliato due dita.

 

* docente di storia e filosofia a Torino