
guerra: lo spettacolo agghiacciante del non-umano


la guerra, 1 marzo 2026
di Enrico Peyretti
in “www.finesettimana.org” del 2 marzo 2026
fare guerra, è farsi pluriassassini, dimissioni dall’umano, maledire la grande vita per farsene padroni. Nulla di peggio. Le contese umane sono varietà naturale e positiva. Farne un assoluto distruttivo è tradimento cosmico. Questo è da dire e da vivere. Solo questo è politica umana.
Tutte le guerre sono azioni di assassini. I russi hanno fatto male ad invadere l’Ucraina, ma sono stati
anche molto provocati dalla Nato, fino dal 1989. Una catena maledetta. Abbiamo ragione a
condannarli. Ma il male è anche mistero profondo e orrendo. Nessuno ne è puro, noi compresi,
ognuno compreso. I poveri sono i più puri. Anche l’antidoto al male è mistero alto, da invocare.
Riguarda il bisogno di Dio, il Vivente, per poter vivere da essere umani.
La guerra toglie significato alla nostra esistenza. Impossibile farla rientrare nell’umano, perché
demolisce l’umano, il reciproco riconoscimento: le vittime innocenti, i bambini, sono testimoni di
questo nulla che violenta l’essere. Fragile argine è la legge, quando non è usata dalla forza bruta.
Oggi, peggio che usata, è negata.
Trump che ha meno pudore degli altri lo dichiara: la legge sono io. Fa male non solo ammazzando,
in più sopprimendo l’ultimo pudore di legge. Mi hanno colpito le parole di papa Leone domenica 1
marzo, sul pericolo vertiginoso. Il mistero chiama mistero. Ma impegna anche nel concreto:
Costituzione Terra (da tempo Ferrajoli, oggi su il manifesto; i movimenti nonviolenti).
Oggi gli iraniani a Torino, molti studenti, ne ho conosciuti, hanno festeggiato nei parchi la morte
(uccisione) di Khamenei. Comprenderli? Mi è difficile. Proprio perché la realtà è ambigua, bisogna
scegliere direzioni più chiare. Trump uccide Khamenei, un potente malvagio, o impera sull’Iran, e
dove vuole? La vera forza umana è nonviolenta, è reciproco riconoscimento.
La questione è sostanza. Non si tratta affatto di “scusare Putin , condannare Trump”, né il perfetto
viceversa. Non immiserire la tragedia umana. Fare guerra, è farsi pluriassassini, dimissioni
dall’umano, maledire la grande vita per farsene padroni. Nulla di peggio. Le contese umane sono
varietà naturale e positiva. Farne un assoluto distruttivo è tradimento cosmico. Questo è da dire e da
vivere. Solo questo è politica umana.
Poi vengono le scelte e azioni particolari, col loro peso di incertezza e fallibilità. Ma chi fa guerra fa
sempre guerra all’umanità. Dopo il 1945 l’umanità ha cominciato a costruire la legge internazionale,
sopra le potenze sovrane, traditrici dell’umanità. Oggi il compito unico è riaffermare il diritto
internazionale, senza sconti per nessuno. Ogni guerra è assassinio. Rispondere alla guerra con la
guerra, è farne regola disperata. Cominciare una guerra è tradimento di tutto l’umano. Trump si
vanta di avere la massima potenza: cioè la massima colpa. I folli come lui lo imitano.
Il giudizio finale, annunciato da Cristo (Matteo 25), intuito in ogni spiritualità umana, è che non
vivrà chi non aiuta a vivere, ma dispiega inimicizia, dominio e guerra, e vivrà chi aiuta altri a
vivere.
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