il mea culpa di papa Francesco per le discriminazioni ai rom

le scuse di papa Francesco ai Rom

“troppe volte anche i cristiani vi hanno discriminato”

Le scuse di papa Francesco ai Rom: "Troppe volte anche i cristiani vi hanno discriminato"

In Transilvania il pontefice incontra una rappresentanza di una delle comunità maggiormente colpite dal veleno della discriminazione

” Chiedo perdono in nome della Chiesa per quando vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele”

Le parole del Papa arrivano diciannove anni dopo il grande “mea culpa” di Giovanni Paolo II che, in occasione del Giubileo del 2000, chiese scusa per le guerre di religione, gli scismi, le persecuzioni contro gli ebrei, il sostegno al colonialismo, la discriminazione etnica e sessuale, la quiescenza contro le ingiustizie sociali. Karol Wojtyla, nella Giornata del perdono, fece un lungo elenco dei peccati commessi dai figli della Chiesa e un rappresentante della curia romana pregò per il pentimento dei cristiani che “si sono macchiati di inimicizia verso gli aderenti ad altre religioni e verso gruppi sociali più deboli, come quelli degli immigrati e degli zingari”. Wojtyla chiese perdono certo, ma quello di Francesco oggi, nel Paese dove l’etnia Rom è minoranza importante, è un passo ulteriore.

“Nella Chiesa di Cristo c’è posto per tutti”, dice il Papa. E “abbiamo bisogno di ricordarlo non come un bello slogan ma come parte della carta d’identità del nostro essere cristiani”. Tuttavia esistono anche sentimenti contrapposti. È quando nell’indifferenza si alimentano “pregiudizi e si fomentano rancori”.

“Quante volte – continua il Papa – giudichiamo in modo avventato, con parole che feriscono, con atteggiamenti che seminano odio e creano distanze! Quando qualcuno viene lasciato indietro, la famiglia umana non cammina. Non siamo fino in fondo cristiani, e nemmeno umani, se non sappiamo vedere la persona prima delle sue azioni, prima dei nostri giudizi e pregiudizi”.

Francesco si è messo dalla parte dei Rom più volte. Lo scorso 9 maggio ha ricevuto una comunità in Vaticano e, lo stesso giorno in San Giovanni in Laterano, la famiglia Rom finita tra le polemiche e minacce per via dell’assegnazione di un appartamento a Casal Bruciato. Contro il primo incontro disse la sua anche il vicepremier Matteo Salvini in un comizio a Montegranaro, nelle Marche: “Oggi ho letto che il Papa ha incontrato 500 Rom, è libero di farlo, ognuno incontra chi vuole. Il mio obiettivo è la chiusura di tutti i campi Rom”

storico mea culpa di papa Francesco nei confronti dei rom

papa Francesco ha pronunciato uno storico mea culpa rivolto alla comunità Rom

“nel cuore porto però un peso. E’ il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità”,

ha detto il pontefice

“Chiedo perdono – in nome della Chiesa al Signore e a voi – per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità”

È lo storico mea culpa di Papa Francesco che a Blaj, nel quartiere di Barbu Lautaru, ha rivolto alla comunità Rom che qui vi risiede.

“Nel cuore porto però un peso. E’ il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità”. Papa Francesco si rivolge così alla comunità Rom di Blaj incontrata nel quartiere di Barbu Lautaru.

“La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male”, ha sottolineato il Pontefice che ha pronunciato un mea culpa, chiedendo perdono “in nome della Chiesa al Signore e a voi”.

“A Caino non importa il fratello. È nell’indifferenza che si alimentano pregiudizi e si fomentano rancori”, ha continuato Papa Francesco. “Quante volte giudichiamo in modo avventato, con parole che feriscono, con atteggiamenti che seminano odio e creano distanze!”. “Quando qualcuno viene lasciato indietro, la famiglia umana non cammina”.

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